Il nome del mitico fondatore di Roma è abbastanza diffuso anche tra i Santi, e ricorre una decina di volte nei calendari. Si tratta quasi sempre di antichi Martiri, tipici figli di Roma, anche se caduti in qualche provincia. Uno dei più celebri è il martire di Fiesole e primo vescovo dell'antichissima città etrusca, che per primo sparse il seme cristiano nella regione di Firenze. Ucciso, secondo la tradizione, sotto Domiziano, la sua festa si celebra il 6 luglio. Quello di oggi fa eccezione perché non versò il proprio sangue in testimonianza della fede. Vescovo della città di Genova, nel V secolo, è ricordato per la sua grande fede e per la sua incommensurabile carità.
Già in tempi antichissimi, perciò, la sua sepoltura fu onorata dai Genovesi, e molti miracoli furono attribuiti all'intercessione del Vescovo della Regina del Tirreno.
Nel X secolo, quando i Saraceni minacciarono Genova dal mare, il Vescovo Sabatino trasferì temporaneamente la sede episcopale nella cittadina chiamata allora Villa Matutiana, nella riviera di ponente. E si portò dietro, devoto simbolo delle più illustri tradizioni di Genova cristiana, la reliquia di San Romolo.
Da allora, perciò, Villa Matutiana mutò nome, e in onore dell'antico Vescovo genovese venne detta San Romolo.
Con il passare del tempo, il nome fu defor¬mato in quello di San Remo, nel nome cioè del fratello di Romolo il quale, sempre secondo la leggenda, venne, per gelosia, ucciso dal fratello fondatore di città.
E ormai quasi nessuno ricorda che la città di San Remo, celebre per la dolcezza del suo clima e la ricchezza dei suoi fiori, si chiamava un tempo San Romolo, in onore di un vecchio Vescovo genovese.
Remo ha prevalso dunque su Romolo, ma questa volta la sopraffazione è stata pacifica. Sulle rive del Tevere, Romolo avrebbe cancellato, con il sangue, il nome del proprio fratello, Remo.
Sulle rive del mar ligure, invece, la situazione si sarebbe invertita, quasi per pacifica e incruenta vendetta, e il nome di Remo ha cancellato quello di Romolo.
Si dice San Remo, senza ricordare che si dovrebbe invece dire, come un tempo, San Romolo. Ed è proprio San Romolo le cui reliquie si conservano ancora nella cattedrale il Patrono e protettore della città rivierasca, che ha preso però ormai per sempre il nome del fratello, diventando San Remo.