Roberto Bellarmino vescovo e dottore della chiesa - Immaginette Sacre

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Roberto Bellarmino vescovo e dottore della chiesa

Immagini di Santi
LocalitàProvinciaFesta


17 Settembre
Α

Ω
Montepulciano, Siena,
4 ottobre 1542

B A C KRoma, 17 settembre 1621
Canonizzato il 29 giugno 1930 da papa Pio XI
Reliquie del Santo - Roma - Chiesa di S. Ignazio di Loyola in Campo Marzio
Martirologio Romano
San Roberto Bellarmino, vescovo e dottore della Chiesa, della Compagnia di Gesù, che seppe brillantemente disputare nelle controversie teologiche del suo tempo con perizia e acume. Nominato cardinale, si dedicò con premura al ministero pastorale nella Chiesa di Capua e, infine, a Roma si adoperò molto in difesa della Sede Apostolica e della dottrina della fede.
La riforma del Calendario ha riportato alla data esatta della morte la memoria facoltativa, di San Roberto Bellarmino, finora celebrata il 13 maggio.
Roberto Bellarmino fu l'autore di uno dei più piccoli grandi libri della letteratura didattico-religiosa: il Catechismo della dottrina cristiana. Un libretto composto a domande e risposte  chiare le prime, precise le seconde   sul quale i bambini imparano le verità della Fede e nel quale una delle più difficili e delicate materie è esposta con meravigliosa esattezza, e con una sicurezza che non ammette equivoci.
Roberto Bellarmino fu un dotto Gesuita Vescovo esemplare e celebre Cardinale. 'intera raccolta delle sue opere erudite occupa tutto uno scaffale di libreria, mentre il libriccino del Catechismo, nel quale egli concentrò tutta la dottrina cristiana, può entrare nella tasca di ogni scolaretto.
Era nato a Montepulciano nel 1542, ed era entrato giovanissimo nella giovane Compagnia di Gesù. Studiò nel Collegio Romano, poi nell'Università di Padova, poi in quella di Lovanio, nel Belgio, dimostrando una stupefacente profondità di mente e una prodigiosa maturità di spirito.
A Lovanio, dove presto da alunno divenne maestro, affilò le sue armi dottrinali, per combattere le errate teorie di Baio, sul peccato e la Grazia. Tornato a Roma, insegnò nel Collegio dov'era stato allievo, istruendo particolarmente gli studenti inglesi e tedeschi, che in patria avrebbero dovuto condurre la polemica contro le dottrine protestanti, per le quali Germania e Inghilterra si erano divise da Roma, infrangendo l'unità dei Cattolicesimo.
Nelle opere di Roberto Bellarmino, la dottrina cattolica veniva esposta e difesa in maniera nuova dai nuovi errori.« Bellarmino - si diceva a Roma - vale da solo quanto tutti i dottori cattolici ». Ma gli elogi non insuperbivano il grande controversista, che conduceva vita esemplare per virtù e pietà.
Fu affidata perciò a lui la direzione spirituale dei giovani, come San Luigi Gonzaga, che fu il capolavoro del Bellarmino maestro di spirito, come il Catechismo doveva essere il suo capolavoro di maestro di dottrina.
Eletto Vescovo. nominato Cardinale, Roberto Bellarmino continuò la sua vita di studio, di preghiera, di carità. Carità materiale, nel soccorso dei bisognosi, e carità intellettuale, nell'addottrinare gli ignoranti in materia di fede. Per questo, benché richiesto in tutte le più gravi questioni di dottrina, egli non disdegnava di insegnare personalmente ai bambini il suo Catechismo.
Poiché il Cardinale Bellarmino faceva parte del Sant'Uffizio, si è voluto rigettare su di lui la responsabilità della condanna di Galileo. Al contrario, il Bellarmino fu sempre benevolo verso il grande scienziato, del quale era sincero amico e ammiratore. Lo esortava perciò alla prudenza e « a contentarsi di parlare per supposizione e non assolutamente », come aveva già fatto il canonico Copernico, scienziato famoso e astronomo rivoluzionario.
Lo stesso Bellarmino, in tempi nei quali ogni novità poteva dar sospetto di eresia, venne accusato di errore. Si difese con sicura coscienza e serena fermezza, in un'opera intitolata Apologia. Gli ultimi anni di vita li dedicò invece a un'opera intitolata Arte del ben morire. Come aveva ben vissuto, guadagnandosi grandi benemerenze nella Chiesa, voleva ben morire, per guadagnarsi la pace dei giusti, nella quale entrò quasi ottantenne, nel 1621.


 
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