Anche oggi, nessuna memoria di Santo è segnata sul nuovo Calendario, poiché la Chiesa ha escluso dal catalogo dei suoi Santi il nome di San Mario, finora tradizionalmente ricordato in questa data. Sarà un dispiacere per tutti i numerosissimi fedeli che ripetono questo nome, il quale però occorre precisarlo ha incontrato il favore che tutti sappiamo soltanto perché suona come la forma maschile del nome di Maria un nome dolcemente caro a tutti i cristiani. Ma per i linguisti, non c'è nessuna parentela tra il nome ebraico di Maria, che non ha maschile, e quello latino di Mario, che è soltanto maschile, e derive anzi dalla parole mas, maris che vuole dire « maschio ».
Del resto il santo finora ricordato non era un Mario latino, era un Maris orientale, che soltanto più tardi, a Roma, prese la forma di Marius.
Sul conto di San Mario, inserito nel Calendario romano soltanto nel IX secolo, conosciamo solamente una tardiva e incerta leggenda. Una leggenda che prende spunto dalla sue creduta tomba, un sepolcreto al 13° miglio della Via Cornelia, dove anche oggi si vedono gli avanzi d'una chiesa. In quella tomba avrebbero avuto sepoltura comune quattro cristiani: Mario Marta, Audiface e Abaco.
Mario, anzi, Maris, sarebbe stato un nobile persiano, convertitosi al Cristianesimo con la moglie Marta e i due figli Audiface e Abaco. Tutti insieme, vollero recarsi a Roma, per pregare sulla tomba degli Apostoli.
Giunsero però nella città dei Cesari durante una persecuzione: le carceri erano piene di confessori, ed ogni giorno numerosi corpi di Mar¬tiri venivano gettati ai cani, perché era fatto divieto di seppellirli. Ed ecco i quattro stranieri, sentendosi fratelli dei Cristiani perseguitati, farsi audaci soccorritori dei carcerati e pietosi seppellitori dei Martiri. La leggenda precise anche il numero dei Martiri raccolti e composti nelle tombe da Maris, Marta Audiface e Abaco: 260, sepolti lungo la Via Salaria. Accusati d'essere cristiani, vennero catturati per ordine, si dice, dello stesso Imperatore. Incarcerati, avendo rifiutato di sacrificare agli dèi subirono anch'essi il martirio. II padre e i figli, decapitati sulla Via Aurelia; la madre, annegata in uno stagno fuori Roma. Anche i loro corpi però, vennero sottratti al rogo e alle acque da altri cristiani come loro, come loro coraggiosi. E la nobile Felicita dette sepoltura alle reliquie dei Martiri in un suo campo lungo la via Cornelia.
In quale persecuzione cadde la famiglia cristiana venuta a Roma dalla Persia? In quella di Claudio II, cioè verso il 270, dice la leggenda. Ma la storia controbatte che questo Imperatore non ordinò a quanto risulta nessuna persecuzione. Per poter rendere accettabile, almeno in parse, la leggenda dei quattro Martiri cristiani, alcuni studiosi hanno pensato di spostarne l'epoca della vita e del martirio di una trentina d'anni, facendoli cadere al tempo della persecuzione di Diocleziano. Ma un esame più approfondito e rigoroso dei testi, ha convinto che ben poca o nessuna fede storica poteva essere loro attribuita. Perciò, forse a malincuore, le figure dei quattro Martiri, capeggiati da San Maris o Mario, sono state rimandate al mondo al quale sicuramente appartengono: quello della fantasia devote.