Giovanni apostolo ed evangelista - Immaginette Sacre

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Giovanni apostolo ed evangelista

Immagini di Santi
LocalitàProvinciaFesta
San Giovanni La PuntaCatania27 Dicembre
Α
Altre immagini del SantoΩ
Betsaida 10 d.c. circaB A C KEfeso 98 d.c. o successivi
Reliquie del Santo - Roma - Chiesa dei SS. Andrea e Gregorio al Celio
Martirologio Romano
Festa di san Giovanni, Apostolo ed Evangelista, che, figlio di Zebedeo, fu insieme al fratello Giacomo e a Pietro testimone della trasfigurazione e della passione del Signore, dal quale ricevette stando ai piedi della croce Maria come madre. Nel Vangelo e in altri scritti si dimostra teologo, che, ritenuto degno di contemplare la gloria del Verbo incarnato, annunciò ciò che vide con i propri occhi.
L'esempio di Stefano, primo Martire, festeggiato ieri dalla Chiesa, fu seguito da tutti gli Apostoli, i quali firmarono con il sangue le pagine del Vangelo da loro insegnato. Da tutti, meno uno. E l'uno fu San Giovanni, il « discepolo prediletto », che dalle Scritture conosciamo giovinetto al fianco del Maestro, ma che morì quasi centenario.
Sul suo conto s'era diffusa una leggenda d'immortalità; i suoi discepoli dicevano che il Santo vegliardo non sarebbe morto fino alla nuova gloriosa venuta di Gesù. Non aveva forse detto il Maestro: « Se io voglio ch'egli rimanga finché io venga, che t'importa? ». Giovanni stesso confutò questa diceria, precisando: « Non disse: "Non muore", ma: "Se voglio ch'egli rimanga finché io venga, che t’importa?» ».
Non si trattava dunque dell'immortalità del discepolo, ma della libera volontà del Maestro, le cui ragioni erano imperscrutabili. E chi poteva saperlo meglio di Giovanni, il « teologo », l'Apostolo dagli occhi di aquila, che ha l'Aquila come proprio simbolo?
Egli era stato il più vicino al Signore, accostandosi a lui non per elevazione di mente, ma per calore di cuore. Gli era stato vicino anche fisicamente, come quel pomeriggio sul Calvario, quando tutti gli altri Apostoli si tenevano lontani dal luogo del supplizio.
Giovanni, il più giovane, aveva seguito il Maestro, insieme con le donne, tra le quali c'era anche la propria madre, Salome. Ma Gesù, tragicamente levato sulla Croce, gli aveva dato un'altra madre, la sua. « Vedendo sua madre   narra egli stesso   e lì vicino il discepolo prediletto, disse alla madre: "Donna, ecco tuo figlio". Poi disse al discepolo: "Ecco la madre tua". E da quel momento il discepolo la prese con sé ».
Giovanni, che si autodefinisce « il discepolo prediletto », era stato il primo, con Andrea, a seguire Gesù e a trattenersi con il nuovo Maestro. Presente alle nozze di Cana, presente nella casa del suocero di Pietro, aveva assistito ai primi prodigi di Gesù e alle prime pesche miracolose.
Aveva assistito alla Trasfigurazione e quando, sulla via di Gerusalemme, i Samaritani si rifiutarono di ricevere Gesù, con giovanile fiammeggiamento d'ira Giovanni e il fratello Giacomo avevano detto: « Signore, vuoi che diciamo al fuoco di scendere dal cielo a consumarli? ». Provocarono così la grande risposta di Gesù: « li Figlio dell'Uomo non è venuto per perdere le anime degli uomini, ma per salvarle ».
Che cosa si dovesse domandare al Maestro, Giovanni lo seppe dopo, durante l'ultima Cena, appoggiando il capo sul petto di Gesù, quasi per ascoltarne i palpiti del cuore. Ed era l'amore, anzi la carità: « Amatevi come io vi ho amato ».
Egli era con Pietro, quando Maria di Magdala corse a dire: « Hanno levato il Signore dalla tomba! ». Era a bordo della barca quando, nel crepuscolo mattutino, il Risorto apparve sulle rive del lago, ed egli lo riconobbe alla vista, con i suoi occhi d'aquila: « E’ il Signore ».
Poi, da vecchio, dopo aver lungamente ospitato la Madonna, ad Efeso, dopo essere stato Vescovo di quella città, evangelizzatore dell'Asia, deportato nell'isola di Patmos; dopo aver avuto le terribili e consolanti visioni dell'Apocalisse, dopo che erano passati gli impeti giovanili dell'ira, gli stimoli dell'ambizione, scrivendo l'ultimo Vangelo egli poteva dare l'esatta definizione di Dio, intorno alla quale si erano affaticate invano le menti dei filosofi. « Dio è carità » diceva Giovanni, il discepolo quasi centenario che da giovane aveva ascoltato i battiti del cuore divino. Dio è amore. E soltanto in quell'amore era la salvezza e la felicità.


 
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