vescovo
| Località | Provincia | Festa |
| 1° aprile |

| Α | Ω |
| Chateauneuf sur Leurs (Francia) 1053 | Grenoble 1° aprile 1132 |
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Note |
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In Francia, il più celebre degli Ughi fu Ugo Capeto, figlio di Ugo di Brandeburgo, e capostipite di tutti i sovrani francesi, di tutti i Filippi e i Luigi, detti perciò, da lui, Capetingi. Nobile fu il conte Ugo di Toscana, ancora ricordato a Firenze con una Messa di suffragio che si celebra ogni anno il 21 dicembre. Nobile fu Sant'Uguccione, della famiglia degli Uguccioni; e nobile fu Ugolino della Gherardesca, il Conte reso immortale da Dante per la sua fine, con i figli e i nipoti, nella pisana Torre della Fame. Il nome Ugo è di origine germanica, e sembra derivare da una parola che significava intelligenza » o « senno ». Forse si diffuse come diminutivo di nomi quali Uguberto e Ugibaldo, dai quali derivano i moderni nomi di Uberto e Ubaldo. Fu latinizzato nella forma di Ugone, simile a quella di Brunone, di Ottone e di Ivone, nome esclusivamente maschile, mentre il diminutivo di Ugolino può essere anche usato al femminile. E c'è infatti una Beata Ugolina, onorata a Vercelli, in Piemonte. Il Sant'Ugo di oggi visse tra l'XI e il XII secolo, e si santificò come Vescovo di Grenoble. Tra i suoi colleghi si distinse per l'ostinazione con la quale seguitò a sentirsi indegno dell'onore attribuitogli, e incapace di guidare una diocesi particolarmente difficile, ma che la sua opera saggia e ispirata contribuì a rendere ben diversa da come l'avevano lasciata i suoi predecessori. Abbandonò la sede vescovile dopo due anni, per rinchiudersi in un monastero. Vi ritornò per obbedienza al Papa, il grande Gregorio VII. Resse il pastorale per cinquant'anni, ma continuamente chiese di essere sollevato da quell'incarico, a quattro Papi che seguirono Gregorio VII. Con l'ultimo, Onorio, si lamentò della stia vecchiaia e della poca salute. Il Papa gli rispose: Per il bene del vostro popolo, preferisco voi, vecchio e malato, a qualsiasi altro, anche se giovane e in buona salute » Fu il più bell'elogio per Sant'Ugo, vescovo non per proprio desiderio, ma per il bene del popolo, in mezzo al quale morì, rimpianto, nel 1132. |
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