vescovo
| Località | Provincia | Festa |
| Caiazzo | Caserta | 29 dicembre |

| Α | Ω |
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Note |
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Presso il corso tortuoso del Volturno, non lontano da Caserta e da Capua, Caiazzo è una graziosa cittadina campana, sul pendio di un colle che sovrasta la fertilissima Piana di Caiazzo, zona agricola di intensa produzione. Ed è località del Sannio di antica storia, perché risale ad epoca preromana, e nei tempi romani fu conosciuta con il nome di Calatia. Nel Medioevo, Caiazzo fu feudo importante, conteso tra vari dominatori proprio per la fertilità dei territorio circostante, che rendeva desiderabile quel possesso anche, e soprattutto, in epoche di ristrettezze economiche e di decadenza agraria. Come molte cittadine di antica origine, anche Caiazzo vanta l'onore di essere sede vescovile, e il monumento più importante è senz'altro la sua cattedrale, edificata in epoca romanica su strutture ancora più antiche, e in seguito modificata e rimaneggiata. Nella cattedrale di Caiazzo, il monumento di arte e di fede più degno di particolare nota è il sepolcro di Santo Stefano; un Santo che simboleggia appunto le glorie della Diocesi di Caiazzo, e la sua vetusta storia, perché Santo Stefano sarebbe vissuto nei decenni attorno al Mille, e la sua figura avrebbe illuminato di singolare luce la Chiesa della piccola, ma non trascurabile, città della Campania. Nato verso il 935, il Santo dal bel nome greco di Stefano sarebbe stato originario di quella stessa regione della Campania, al sud del Volturno e dei Tifata, nelle vicinanze dei Laghi, e in gioventù avrebbe studiato a Capua, diventando monaco e poi abate del monastero di San Salvatore. La città di Capua viveva in quel secolo la sua seconda primavera, perché da poco era stata ricostruita dai Longobardi sui ruderi di Casilinum, il porto della Capua più antica. La chiesa del Salvatore, nel cui monastero Santo Stefano fu monaco e Abate, esiste ancora ed è nota agli studiosi per gli affreschi duecenteschi della scuola del grande pittore romano Pietro Cavallini, maestro di Giotto. Ma i meriti dell'Abate Stefano lo resero degno di reggere una comunità più vasta ‑ e più impegnativa ‑ di quella di un monastero, e perciò egli venne eletto Vescovo di Caiazzo, in una data che la tradizione riporta con estrema precisione: il l° novembre del 979. Se questa data è giusta, e se è esatta la data della sua morte, nel 1023, Stefano sarebbe stato Vescovo di Caiazzo per un periodo assai lungo: quasi quarantacinque anni, giungendo ad età avanzatissima. Il lungo episcopato non lasciò dubbi sulle qualità di pastore e di maestro del Vescovo Stefano, e non fu senza profonde ragioni ‑ anche se a noi oggi sconosciute ‑ che i caiatini venerano questo Vescovo come un Santo, con un culto che la Chiesa ha approvato nel secolo scorso, e lo scelsero come Patrono della loro ridente cittadina, in quella fertile regione della Campania, lungo il corso tortuoso del Volturno. |
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