| Località | Provincia | Festa |
| Pavia | Pavia | 9 dicembre |

| Α | Ω |
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Note |
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San Siro, come evangelizzatore delle terre e delle città lombarde, fu strumento di una prodigiosa moltiplicazione di anime convertite alla Grazia. Infatti, anche San Siro, come tutti gli antichi Apostoli, sarebbe stato un portentoso seminatore della verità e un abilissimo propagandista della parola di Dio. E proprio come un infaticabile viaggiatore di commercio, San Siro batté bene la sua « piazza » spirituale, spostandosi a Verona e a Brescia, a Piacenza e ad Aquileia, a Lodi e a Milano, a Parma e a Genova, a Tortona e ad Asti. Egli sarebbe giunto in Italia al seguito di San Pietro, e da lui sarebbe stato inviato a predicare nella verde pianura del Po. Sua prima tappa fu Pavia, città che si chiamava allora Ticinum, e che era destinata ad avere grande importanza nella storia civile dei secoli successivi. Pavia fu la sede prescelta da San Siro, che ne divenne così il primo Vescovo. Secondo la tradizione, egli fu Vescovo per ben 56 anni: sempre in moto, diffondendo l'Evangelo con la stessa ampiezza di raggio con la quale, poi, si diffuse il suo culto. La Chiesa di Pavia vantò sempre la propria anzianità rispetto a quella di Milano, per quanto nei secoli successivi il Vescovo di Pavia dipendesse da quello di Milano. E il titolo di anzianità più valido, per i Pavesi, era proprio il loro San Siro, non soltanto inviato diretto di San Pietro, ma anche, secondo la leggenda, testimone e quasi protagonista di episodi evangelici come quello della moltiplicazione dei pani! Quando morì, il Patrono di Pavia venne sepolto in una chiesa dedicata ai Santi Gervasio e Protasio: a due Santi cioè che sarebbero stati « riscoperti » qualche secolo dopo, a Milano, da Sant'Ambrogio! Era anche questo un modo di stabilire un primato della città del Ticino su quella del Naviglio, e di contrapporre a Sant'Ambrogio, gloria di Milano, il Vescovo San Siro, vanto di Pavia. |
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