profeta
| Località | Provincia | Festa |
| Sala | Caserta | 8 ottobre |

| Α | Ω |
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Note |
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Tra i Santi, uno ci parla con una voce che non stanca mai riudire. San Simeone, il Santo della Presentazione di Gesù al Tempio. Rileggiamo questo episodio evangelico nelle pagine di Luca, l'unico tra gli evangelisti che ce ne parli. « C'era a Gerusalemme un uomo di nome Simeone, persona giusta e pia, che aspettava la consolazione d'Israele. E su di lui era lo Spirito Santo, il quale gli aveva rivelato che egli non sarebbe morto prima di vedere il Cristo del Signore. « Venne dunque nel Tempio, guidatovi dallo Spirito, e quando i genitori vi portarono il bambino, per adempiere nei suoi riguardi alle usanze legali, anch'egli lo prese tra le braccia, e benedisse Dio, esclamando: "Ora lascia pure, o Signore, che il tuo servo se ne vada in pace, secondo la tua parola; perché gli occhi miei hanno veduto la tua salvezza, da Te preparata al cospetto di tutti i popoli; luce per illuminare le genti e gloria del popolo tuo, Israele». « Il padre e la madre restavano meravigliati delle cose che si dicevano del Bambino. Simeone li benedisse, e disse a Maria, sua madre: "Questo bambino è destinato ad essere causa di rovina e di resurrezione di molti in Israele, e a diventare segno di contraddizione. A te stessa, una spada trapasserà l'anima, e così saranno rivelati i pensieri di molti cuori» ». Il Martirologio Romano qualifica Simeone di « vecchio », e il « vecchio Simeone » è stato rappresentato come tale da tutta l'arte e la letteratura cristiana. Ma il Vangelo, come abbiamo sentito, non ne precisa l'età. Dice soltanto che era uomo giusto e pio e che aspettava la consolazione d'Israele. E' probabile però che aspettasse da lungo tempo, e la sua carne fosse ormai stanca. Altrimenti, come si spiegherebbe lo struggente abbandono del suo cantico, il Nunc dimittis: « Ora lascia, o Signore, che il tuo servo se ne vada in pace... »? E’ stato scritto che questo cantico di Simeone « ha la poesia del tramonto di una bella giornata », ed è tanto più toccante quanto più si immagina il suo autore vecchio, curvato dagli anni e dalle prove. La vecchiaia di Simeone, erede dell'antica speranza d'Israele, si contrappone infatti alla giovinezza dell'infante, pegno della nuova alleanza tra il popolo di Dio e il suo Signore. Simeone non è soltanto il vecchio uomo, ma il vecchio tempo, che vive però abbastanza a lungo per vedere l'alba del tempo nuovo. Egli misura la vecchiezza del mondo, che sarebbe fatalmente stanchezza se non fosse consolata e vivificata dall'annunzio di vita nuova, costituita dal Figlio di Maria, nato da pochi giorni. |
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