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vescovo

Località Provincia Festa
    1 settembre

 

 

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Note

S. Regolo, santo cefaloforo, cioè portatore della propria testa recisa, è il protagonista di una passione non più antica del VII secolo, secondo la narrazione leggendaria egli, arcivescovo e padre dell'Africa, sarebbe stato costretto a fuggire per la persecuzione vandalica, insieme con due vescovi, tre preti e due diaconi, tra i quali Cerbone e Giusto destinati a divenire vescovi rispettivamente di Populonia e di Volterra. I santi personaggi, accolti dal vescovo di Populonia Fiorenzo, si raccolsero a vita eremitica nella valle del Cornia e Regolo in particolare si distinse per virtù e miracoli. La sua fama raggiunse il re degli Ostrogoti, Totila che lo fece convocare al suo cospetto, ma il santo si rifiutò di seguire i suoi inviati e venne da loro ucciso mediante decapitazione: egli raccolse la sua testa portandola, per la distanza di due stadi pari a circa 300 metri, fino al luogo dove venne sepolto al Gualdo del Re, dove gli venne dedicata una chiesa. Più tardi, verso la fine del secolo VIII, il suo corpo fu trasferito a Lucca dal vescovo Giovanni e collocato nella cattedrale dove ora riposa in un altare marmoreo opera di Matteo Civitali, anche una porta del duomo lucchese è intitolata a S. Regolo che vi è effigiato sull'architrave. Nella cattedrale di Massa Marittima il suo martirio è raffigurato nel fonte battesimale trecentesco. (S. Aglietti)

 

Acrilico su tavola di Luciano Rossi