| Località | Provincia | Festa |
| 31 agosto |

| Α | Ω |
| 1240 | |
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Note |
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Nella Spagna, ancora in parte occupata dagli Arabi, erano sorti Ordini metà religiosi e metà cavallereschi, o militari, destinati all'assistenza e alla liberazione dei cristiani schiavi degli infedeli. Il più antico fu quello dei Trinitari, fondato da San Giovanni di Matha, il più celebre fu quello dei Mercedari, o di Santa Maria della Mercede, nato dallo zelo combinato del domenicano San Raimondo di Peñafort e di un nobile cavaliere, San Pietro Nolasco, sotto la benevola protezione del re Giacomo I d'Aragona. Dell'Ordine dei Mercedari, proprio all'inizio della sua storia, fu fulgida gloria il secondo San Raimondo, quello di oggi, detto Nonnato perché sua madre era morta prima di darlo alla luce, e il bambino era venuto al mondo mediante un intervento chirurgico. Deriva da ciò una devota prerogativa del Santo spagnolo: quella di essere considerato e invocato come protettore delle partorienti. Dopo una giovinezza studiosa e laboriosa, trascorsa nelle ristrettezze, il catalano Raimondo entrò nell'Ordine dei Mercedari, nel quale portò lo zelo divorante di un'anima estremamente sensibile alle altrui miserie e alle sofferenze del prossimo. Fu uno dei Mercedari più attivi nell'opera di liberazione dei cristiani prigionieri. Sbarcato in Algeria, riuscì a liberare gran numero di schiavi, pagandone il riscatto, cioè la mercede. Quando i fondi messi a disposizione dall'Ordine furono finiti, San Raimondo non esitò a darsi in ostaggio egli stesso, in cambio della libertà di alcuni cristiani fisicamente e spiritualmente vacillanti. Come schiavo volontario ebbe vita durissima, e sembrò che la sua missione fosse chiusa per sempre. Poco a poco, però, le virtù e l'ascendente del giovane cristiano gli valsero un alleggerimento del lavoro e una maggiore libertà di movimento. Raimondo ne approfittò per riprendere ad assistere e a incoraggiare i compagni di sventura. Riuscì anche a convertire alcuni Mussulmani e la cosa, risaputa, rischiò di farlo finire impalato. Lo salvò dal patibolo l'intervento i coloro in luogo dei quali si era dato come ostaggio e che, se Raimondo fosse morto, avrebbero dovuto tornare in prigionia. Sanguinosamente frustato in pubblico, ebbe le labbra perforate da un ferro rovente, e nei fori venne passato un lucchetto. Si volle così impedirgli per sempre l'apostolato della parola. Dalla Spagna, dove era giunta l'eco della sua eroica attività, Pietro Nolasco inviò la somma necessaria al suo riscatto. Piagato e precocemente invecchiato, Raimondo Nonnato tornò in Catalogna, come collaboratore dei Superiori dell'Ordine. Il Papa onorò l'umile Mercedario di un titolo cardinalizio, e chiese di averlo presso di sé, a Roma. Ma Raimondo Nonnato morì nella sua terra, giovanissimo, nel 1240, stroncato dalle fatiche di soccorritore dei cristiani e di schiavo volontario della carità. |
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