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Località Provincia Festa
     

 

 

Α Ω
1710 1766

Note

Nel 1728 entrò nell'ordine dei cosiddetti Scolopi,  il figlio dell'avvocato beneventano Pirrotti, mutando il nome di Domenico in quello di Pompilio Maria. Strano nome in verità, metà pagano e metà mariano. Ma Pompilio si era chiamato secondo il mitico Re di Roma, Numa, ricordato per la sua religiosità e la sua saggezza dovuta ai consigli d'una Ninfa.

La ninfa ispiratrice dello Scolopio Pompilio Pirrotti fu la Madonna, ch'egli chiamava la Tuttabella, e della quale recitava costantemente il Rosario.

All'attività didattica propria della sua Congregazione delle Scuole Pie, unì quella predicatoria, ma poiché la migliore predicazione è sempre quella del buon esempio, Pompilio Maria Pirrotti fu instancabile nella carità verso i bisognosi, che lo chiamavano addirittura « il Padre Santo ».

Nonostante una fama così lusinghiera, il Pirrotti subì persecuzioni e venne sottoposto a dure prove. Anche al fondatore delle Scuole Pie, San Giuseppe Calasanzio, del resto, non erano state risparmiate amarezze, derivanti dall'attività scolastica, reputata a quei tempi temeraria se non addirittura sobillatrice. Non sarebbe stato meglio lasciare infatti il popolo alla sua naturale e inoffensiva ignoranza?

Per questo, contro il Padre Santo, ma scolopio, vennero lanciate accuse infamanti e si giunse alla sua espulsione dal Regno di Napoli.

Egli non protestò, non si atteggiò a martire. Obbediente, mansueto, benevolo verso i superiori com'era generoso verso gl'inferiori, tenne una condotta talmente umile ed edificante da essere richiamato a Napoli, dove rientrò quasi trionfalmente.

Ormai si parlava dei suoi straordinari carismi: intuizioni confessionali, guarigioni a distanza, profezie.

Quando mori, nel 1766, a cinquantasei anni d'età, consumato dalla sua stessa carità, il popolo non esitò a proclamarlo Santo. La Chiesa più cauta, volle vagliarne le virtù, e soltanto nel 1934, Pio XI canonizzò lo Scolopio napoletano, che aveva dedicato la propria opera all'educazione del popolo quando ancora non si parlava tanto né di scuole né d'insegnanti, o se ne parlava con ostentato disprezzo.