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Località Provincia Festa
Cremona Cremona 13 novembre

 

 

Α Ω
Cremona 1117 13 novembre 1197

Note

Sant'Omobono visse nella seconda metà de XII secolo, e fu mercante a Cremona, quando anche questa città era un alveare di fervido lavoro, folta di botteghe artigiane, di fondaci di mercanti e di banchi di banchieri.

In un fondaco cremonese lavorava il mercante buono anche nel nome, il quale non era un grosso commerciante, al confronto di certi colleghi di Cremona, e di altre città. In compenso era di una scrupolosità senza pari nei propri affari.

La mercatura che faceva ricca l'Italia, rendeva bene anche al mercante cremonese, il quale però sapeva che i proventi del suo lavoro non dovevano servire ad aumentare soltanto la propria ricchezza. Dovevano soddisfare il primo insegnamento della religione cristiana, quello della carità. Carità materiale, nella assistenza generosa dei poveri e dei bisognosi; e carità spirituale verso gli afflitti, i tribolati, gl'ignoranti, i dubbiosi.

Privo di figli, Omobono aveva una moglie, onesta e virtuosa sì, ma non al punto di approvare l'inesauribile generosità del marito e di non rimpiangere tutto ciò di cui egli si privava. Cosicché uno dei meriti di Sant'Omobono fu quello di persuadere anche la moglie alla carità evangelica da lui praticata.

Né aspettava, per recarsi in chiesa, di esser libero dai suoi affari. Anzi, si dedicava al lavoro solo quando era libero dalle pratiche di cristiana pietà. E un giorno del 1197, mentre era alla Messa, in ginocchio davanti all'altare, giunto al Gloria in Excelsis, allargò le braccia e le richiuse come in un abbraccio. Al Vangelo, non fu veduto rialzarsi. Se ne era andato così, in pace e in silenzio, verso la gloria dei Cieli. Allora, solo allora, i cittadini di Cremona, gli artigiani indaffarati, i mercanti preoccupati, si resero conto che era vissuto tra di loro, nel fondaco oscuro e modesto, un vero Santo, un Santo di nuovo tipo. E con professionale decisione e rapidità, presentarono al Papa la causa di canonizzazione.

Le sue reliquie riposte nel Duomo di Cremona, sono centro di devozione e di prodigi. Egli è invocato come protettore dei mercanti, subito dopo San Francesco, figlio di Pietro Bernardone, mercante di lana. E i sarti l'hanno preso come loro Patrono, non perché Sant'Omobono fosse sarto, ma perché visse in mezzo alle pezze di panno, nel fondaco dove esercitò la mercatura e al tempo stesso la santità.

Canonizzato da Papa Innocenzo III° il 12 gennaio 1199.