abate
| Località | Provincia | Festa |
| Roma | Roma | 15 gennaio |

| Α | Ω |
| 15 gennaio 584 | |
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Note |
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I Romani chiamavano Mauretania quella regione mediterranea dell'Africa occidentale che corrisponde al Marocco di oggi. Dalla Mauretania venivano i Mauri, dal cui nome etnico derivò il nome proprio di Mauro. In greco, mauròs voleva dire scuro, e siccome gli abitanti della Mauretania erano di pelle scura, i Mauri divennero anche i mori. Ciò non vuol dire, naturalmente, che tutti i Mauri di nome venissero dalla Mauretania e fossero di color moro. Infatti, di una quindicina di Santi di nome Mauro, ai quali si aggiungono sette o otto Sante di nome Maura, soltanto pochi, i più antichi. furono originari dell'Africa, e quindi probabilmente mori davvero di colore. Altri furono Vescovi in Italia e in Francia, e uno fu missionario in Ungheria. Il San Mauro più celebre, fu uno dei primissimi discepoli di San Benedetto. San Gregorio Magno, che scrisse di lui a pochi decenni di distanza, dice che Mauro usciva da una famiglia senatoriale di Roma, e che seguì San Benedetto nella solitudine, mettendosi al suo servizio. Il tratto più caratteristico di San Mauro fu l'obbedienza, immediate e assoluta. Per questo, nei Dialoghi, San Gregorio narra un episodio, del quale sono protagonista i due allievi prediletti di San Benedetto. Un giorno, infatti, Placido che era andato ad attinger acqua, cadde in un lago. San Benedetto chiamò San Mauro e gli disse di correre al salvamento del confratello, che l’onda allontanava dalla rive. San Mauro corse fino alla rive e oltre ancora, sull'acqua. Raggiunse il compagno e lo trasse di pericolo. Solo quando furono a terra, « voltandosi a indietro ‑ dice San Gregorio ‑ conobbe che era andato sopra l'acqua ». « Lo qual miracolo, ‑ conclude San Gregorio ‑ Santo Benedetto imputò non ai suoi meriti, ma all'ubbidienza di Mauro, e d'altra parte Mauro diceva che per solo comandamento e merito di San Benedetto era fatto, e non per suo ». Mauro seguì San Benedetto a Montecassino dove divenne priore e amministratore del monastero che doveva avere una storia tanto gloriosa. Egli veniva ormai considerato il successore di San Benedetto. In assenza del Patriarca tutti si rivolgevano a lui, anche per ottenere guarigioni. Un giorno venne condotto a Montecassino un bambino muto. Si voleva che lo benedicesse San Benedetto, ma l'Abate non c'era. Ed ecco Mauro che, per quanto Priore, torna dal lavoro dei campi, con la zappa sulle spalle. Presentano a lui il mutolino. Egli da prima si schermisce. Poi, cedendo alle preghiere, lo benedice e lo guarisce. Tutti pensavano ch'egli avrebbe preso il posto di San Benedetto, a Montecassino, quando dalla Francia fu richiesta una fondazione benedettina. San Benedetto affidò a Mauro quel delicato e impegnativo incarico. Lo munì della Regola, e lo inviò, con la sue benedizione, nel lontano paese. Il suo prediletto fondò il primo monastero benedettino in terra francese, sulla rive della Loira, a Glanfeuil. Verso i 70 anni rinunziò al pastorale d'Abate per prepararsi santamente alla morte, che lo colse improvvisa, ma non di sorpresa, il 15 gennaio del 584. |
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| Parrocchia S. Mauro Abate al Laurentino - Roma |