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Note

Al nome di San Marino, non si può fare a meno di pensare all'antica Repubblica, e di rivedere con gli occhi della fantasia l'impennato Monte Titano, coronato di mura e di torri. E vien da ripetere i versi cantilenati che Giovanni Pascoli dedicò alla sua « Romagna solatia »: « Il paese ove, andando, ci accompagna l'azzurra vision di San Marino».

Forse per quell'azzurro di cui parla il Pascoli, e per il fatto che dalla vetta del Monte Titano si scopre un'ampia fascia del ceruleo Adriatico, c'è da credere che il nome di « Marino », più che ad una persona, in questo caso a un Santo, si riferisca a una caratteristica geografica, e quasi rifletta il colore e la luminosità del mare non lontano.

Invece è proprio ad un antico Santo che questa località unica e indimenticabile deve il proprio nome, e quindi la sua fama nel mondo. Un Marino che, nato sull'altra sponda adriatica, in Dalmazia, figlio di umili genitori, esercitava l'umile mestiere di spaccapietre.

Per misteriosi motivi, lo spaccapietre dalmata passò in Romagna, insieme con un compagno, Leone. A Rimini, Marino notò con sorpresa una grande quantità di persone intente al suo stesso mestiere. Non erano spaccapietre di professione, ma cristiani condannati ai lavori forzati per aver rifiutato il sacrificio agli idoli. Marino si dedicò allora all'assistenza e al conforto dei compagni di fede, di lui più infelici.

Notando la sua pietà e ammirando la sua devozione, il Vescovo di Rimini, Gaudenzio, lo ordinò diacono. Pur non essendo sacerdote, un diacono poteva, e ancora può, amministrare i Sacramenti, specialmente quello del Battesimo. Lo spaccapietre e diacono Marino fu così in grado di allargare la sua opera, non soltanto consolando i cristiani perseguitati, ma convertendo e battezzando i pagani attirati dal messaggio evangelico.

Più tardi, per render ancor più efficace la sua azione su un piano di mistica comunione, il diacono Marino si ritirò sul monte che dominava l'orizzonte del « dolce paese ».

Il Monte Titano, con le sue rocce scoscese che lo rendevano simile a un fiero baluardo, era disabitato e inospitale. Marino ne fu il primo abitatore e lassù, tra l'azzurro del ma re e quello dei cielo, costruì con le proprie mani un piccolo romitorio.

Altri uomini desiderosi di solitudine e di per­fezione spirituale lo seguirono, salendo faticosamente sul monte e unendosi a lui nella vita contemplativa. La celletta dell'eremita si dilatò, accanto le sorse un monastero. Da questa cittadella della preghiera a una vera e propria cittadina, il passo fu breve.

Nacque così, inerpicata sul Monte Titano, la Repubblica dello spaccapietre Marino, che dei Santo vissuto nel IV secolo ancora conserva e onore il nome, come conserva la propria antichissima indipendenza.

Perché la Repubblica di San Marino, oltre ad essere uno dei più piccoli Stati d'Europa, è anche il più antico, con un'anzianità di quattordici secoli, durante i quali il nome del Santo è restato alto come le svettanti rocce e le vertiginose torri del Titano.