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Località Provincia Festa
Poggibonsi Siena 28 aprile

 

 

Α Ω
Gaggiano (SI)  

Note

Nato a Gaggiano, in quel di Siena, Lucchesio aveva tentato, da giovane, la carriera delle armi, parteggiando per la fazione dei Guelfi. Poi si era stabilito a Poggibonsi, cominciando ad esercitare la mercatura.

S'era sposato, perché una brava moglie manda avanti la casa meglio di dieci serve, e sta attenta che la roba non sia sperperata. E Buonadonna, la moglie, non si mostrò diversa dal marito. Ma, col passare degli anni, l'anima di Lucchesio, induritasi nell'avarizia, si sciolse piano piano nella generosità, mentre egli si avvicinava di più alle pratiche devote della religione e cominciava a prender sul serio i suoi doveri di cristiano. Anche Buonadonna si avvicinò alle pratiche religiose.

Gli sposi erano ben diversi da quello che erano stati nella loro gioventù quando, nel 1221, passò da Poggibonsi un predicatore scalzo e vestito di sacco. Lucchesio l'aveva già conosciuto come il figlio del suo collega Pietro di Bernardone, mercante di lana ad Assisi. Ma ora la fama di santità di quel giovane correva per il mondo, e Lucchesio e Buonadonna furono lieti e commossi d'ospitarlo nella loro casa.

E furono proprio quei due sposi, da avari fattisi generosi e benefici, a chiedere al Santo una regola come egli aveva già dato ai suoi frati e alle suore di Santa Chiara. Una norma di vita cristiana e francescana, con la quale anche i coniugati, pur vivendo nel mondo e nella famiglia, potessero servire perfettamente Dio, imitando coloro che a Dio s'erano consacrati.

San Francesco pensava già da tempo ad una istituzione che raggruppasse sotto una regola di vita, anche i laici, che si sposavano e lavoravano, e non potevano quindi seguire completamente i tre voti francescani di castità, obbedienza e povertà.

La richiesta dei due sposi di Poggibonsi lo spinse ad attuare quella idea. Intanto fece indossare a Lucchesio e a Buonadonna un saio simile a quello dei frati, cinto alla vita con una corda annodata. Più tardi, inviò loro la Regola del cosiddetto Terz'Ordine francescano, che è stata definita « Midolla del Santo Evangelo ».

I Terziari francescani si diffusero rapidamente e in maniera sorprendente. Nei secoli successivi, si può dire che tutti, in Europa, furono Terziari francescani. In Italia, le glorie del Terz'Ordine si chiamarono Giotto di Bondone, Dante Alighieri, Cristoforo Colombo.

La tradizione secondo la quale i due sposi di Poggibonsi furono i primissimi Terziari francescani non è certa. Per alcuni, essi furono i primi a raggiungere la gloria degli altari, perché a Poggibonsi il culto di San Lucchesio e della Beata Buonadonna ebbe inizio subito dopo la loro morte.

E molti episodi, prodigiosi o edificanti, vengono narrati sul resto della loro vita, che si svolse certamente in maniera santa, in cerca di una perfezione sempre crescente, seguendo sempre più strettamente e profondamente la Regola dettata da San Francesco per il Terzo Ordine, e che Lucchesio e Buonadonna furono i primi a praticare, come mezzo di onestà, di pace e di amore in terra; di eterna beatitudine in cielo.

Lucchese e Buonadonna

Basilica di S. Lucchese Poggibonsi (SI)