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martire

Località Provincia Festa
    15 marzo

 

 

Α Ω
   

Note

Si avvicinano i giorni della passione di Gesù, e sull'orizzonte liturgico si profila il Calvario, con le tre croci alto elevate e, lungo il crinale, una folla di attori e di spettatori della tragedia della Redenzione. Tra questi, oggi viene a distinguersi il soldato che con la sua lancia aprì il costato della vittima divina: Longino. Veramente il testo evangelico non fa il nome del soldato che ferì Gesù nel costato. Dice semplicemente così: « Ma uno dei soldati gli trafisse il costato con la sua lancia e subito ne uscì sangue e acqua ». Il nome di Longino sarebbe venuto dall'arma usata, cioè dalla lunga lancia. E il giorno che si lesse in un Martirologio, alla data 15 marzo:

In Cappadocia, Sancti Longini, si pensò subito a quel milite armato di lancia, tanto che l'autore del Vetus romanum aggiunse questa nota: Longini militis et martyris, qui latus Domini in Cruce aperuit. Ce n'era abbastanza perché nascesse una di quelle leggende fiorite attorno a un sol nome di martire. Poiché un San Longino Martire era esistito certamente, si pensò che quel Longino fosse un milite, e che quel milite avesse vibrato il colpo di lancia a Gesù già morto sulla croce. Come - secondo il racconto evangelico - il Centurione Cornelio scese dal Calvario profondamente turbato e toccato dalla Grazia, dicendo: « Veramente questo uomo era Figlio di Dio », così il milite, ritraendo la sua arma, avrebbe sentito nell'anima un profondo pentimento.

A questo proposito, la leggenda volle aggiungere anche un altro particolare. Infatti, colpendo il costato di Gesù morto, il milite sarebbe diventato cieco, ma per breve tempo, perché una goccia di sangue, cadendo dalla ferita del suppliziato sulle sue palpebre, gli avrebbe ridato la vista. Convertito in questo modo, il presunto Longino sarebbe giunto in Cappadocia, dove, secondo il racconto di San Gregorio di Nissa, avrebbe avuto addirittura la consacrazione di Vescovo da parte degli Apostoli.« Battezzato dagli Apostoli - dice la leggenda - Longino brillò per la sua santità in Cappadocia. Fu arrestato dal Prefetto Ottavio, dinanzi al quale confessò la sua fede in Gesù Cristo. Ebbe la lingua tagliata, i denti divelti, la testa spiccata dal tronco. Non è certo possibile stabilire la reale consistenza storica di questa pietosa leggenda che accompagna il milite dal Calvario al martirio. Si può però intravedere il viaggio inverso della leggenda stessa, cioè dal martirio al Calvario.

Un martire chiamato Longino, sicuramente esistito e venerato in Cappadocia, venne creduto, per il suo nome, un milite dalla lunga lancia. Questa lancia suscitò il ricordo della scena evangelica sul Calvario. Si pensò allora che il soldato Martire fosse stato quello che aprì il costato di Gesù. Inondato dal sangue e dalla Grazia, egli si convertì, proclamò la sua fede e, finalmente unì nel martirio il proprio sangue con quello del Redentore.

Leggenda, pura leggenda, ma piena di poesia mistica, e carica di spirituale significato.