back Lino home

papa e martire

Località Provincia Festa
Volterra Pisa 23 settembre

 

 

Α Ω
   

Note

Lino, secondo la concorde tradizione, fu il secondo Vescovo di Roma, cioè il secondo Papa della successione apostolica, dopo San Pietro. Dell'antico pescatore della Galilea egli sarebbe anzi stato coadiutore, prima del Martirio dell'Apostolo, nel 64, sotto Nerone.

Lino viene citato da San Paolo, nella sua celebre seconda Lettera a Timoteo, scritta da Roma, e considerata il testamento spirituale del grande Apostolo. « Ti saluta Eubulo ‑ egli dice nel commiato ‑ e Pudente e Lino e Claudia e tutti i fratelli ».

Tra i « fratelli » della prima comunità cristiana di Roma, Lino dovette dunque avere un certo rilievo, sia per la propria virtù, sia per la sua importanza diciamo così gerarchica. Il Liber pontificalis, infatti, lo dice collaboratore diretto di San Pietro.

La tradizione lo dice toscano di nascita, figlio di Ercolano dei Mauri, e se è vero che nacque a Volterra, come si asserisce, sarebbe una delle glorie più alte dell'antica città etrusca, che avrebbe dato alla Chiesa il secondo Vicario di Cristo.

San Pietro, in un primo tempo, lo avrebbe inviato in Francia, dove sarebbe stato Vescovo di Besançon. Poi sarebbe tornato a Roma, per lavorare al fianco dell'Apostolo.

Dopo la morte di San Pietro, i fedeli lo elessero capo dei cristiani di Roma, quando ancora duravano gli echi sinistri della prima persecuzione neroniana. Lino avrebbe retto la comunità, esemplarmente, per undici anni, tre mesi e dodici giorni e, probabilmente, non mori Martire. Non si conosce né il giorno né l'anno della sua deposizione, ma sembra che sia stato interrato accanto a San Pietro, sul Vaticano.

Nell'insegnamento pastorale, Lino sarebbe stato seguace fedele di San Pietro. Si fa risalire a lui la prescrizione, ispirata dall'Apostolo, che imponeva alle donne di coprirsi la testa in chiesa, con un gesto di modestia e di rispetto che conserva anche oggi tutto il suo valore, benché sia sempre più spesso trascurato. Già San Paolo, in una sua lettera, aveva scritto: « Qualunque uomo preghi o profetizzi avendo la testa coperta, disonora il suo capo; e qualunque donna preghi o profetizzi senza velo sulla testa, disonora il suo capo ». E aveva aggiunto: « L'uomo non deve coprire la testa, essendo immagine e gloria di Dio; mentre la donna è gloria dell'uomo ».

San Pietro, primo capo della Chiesa, riprese questo insegnamento, e lo trasmise a San Lino, suo successore, fedele interprete degli Apostoli e disciplinatore della Chiesa.