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Località Provincia Festa
Treviso Treviso 27 aprile

 

 

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Note

Nella chiesa parrocchiale di Castelfranco Veneto, patria del grande pittore cinquecentesco, il Giorgione ha dipinto la più celebre immagine del Santo di oggi, Liberale, con le fattezze di un giovane guerriero, chiuso in un'impenetrabile armatura di acciaio polito, che lascia scoperto soltanto il volto e le mani. Questo guerriero dalla lucente armatura potrebbe esser creduto il leggendario San Giorgio: ma la lunga asta alla quale s'appoggia, non è la lancia con la quale il cavaliere di Lydda trafisse il dragone. E’ l'asta di uno stendardo, spartito in quattro da una bianca croce. Tale attributo, significa che San Liberale guerreggiò, con armi simboliche, non contro un dragone e in difesa di una principessa, ma per la vera fede, contro gli assalti dei negatori e degli erranti.

Abbiamo rammentato una località del Veneto e un pittore veneto. E’ facile quindi immaginare come questo Santo sia veneto, e come nel Veneto sia viva la sua devozione.

Liberale era nato ad Altino, l'antica città romana, tra Padova e Aquileia, che costituiva il terzo centro importante della regione. Questa città potrebbe chiamarsi « madre di città » perché quando Altino venne distrutta dai barbari e abbandonata dalla popolazione, i suoi abitanti dettero vita, sulle isole della laguna, a nuove città: Torcello, Malamocco, e la stessa Venezia.

Ad Altino era vissuto Sant'Eliodoro, amico e compatriota del dalmata San Girolamo e Vescovo santo e benefico della città.

Liberale fu discepolo di Sant'Eliodoro. Apparteneva ad una famiglia pagana, nobile di grado equestre. Forse per questo egli viene rappresentato sotto l'aspetto di guerriero. Viene spontaneo infatti immaginare che anch'egli, in gioventù, abbia seguito la carriera delle armi.

Ma dopo la conversione e il battesimo ricevuto da Sant'Eliodoro, il combattimento nel quale si distinse San Liberale non fu quello con le armi di acciaio in difesa del pericolante Impero, ma quello con le armi spirituali e dottrinali in difesa della Chiesa, minacciata dall'eresia ariana.

Anche in ciò egli seguiva l'esempio del Vescovo Eliodoro, e quello poi del lontano San Girolamo, unendosi a loro nel comune sforzo contro l'errore, battuto e umiliato, ma non ancora domato. E da parte degli Ariani, il nobile cavaliere Liberale ebbe a soffrire vessazioni e persecuzioni. Venne anche incarcerato ma fu liberato di prigione a furia di popolo. Morì, si crede, verso il 400, un 27 di aprile. Le sue reliquie vennero deposte con venerazione entro le turrite mura di Altino. Ma quando, pochi decenni più tardi, la città, messa a ferro e fuoco dagli Unni, venne abbandonata dai suoi abitanti, le reliquie di San Liberale furono poste in salvo, come uno dei più preziosi tesori, nella non lontana Treviso.

Altino scomparve, ma attraverso i secoli dell'età di mezzo, Treviso crebbe e prosperò, fino a diventare una città grande e fiorente, che oggi festeggia il patrono della propria diocesi in San Liberale, guerriero romano e soldato della verità.