vescovo
| Località | Provincia | Festa |
| 28 giugno |

| Α | Ω |
| Smirne 135-140 | Lione 200 |
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Note |
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Il nome di questo Santo è segnato a tutte lettere, oggi, nel Calendario della Chiesa universale. Ed è un nome bellissimo, che meriterebbe di essere più diffuso, come è diffuso nei calendari, dove si incontrano una decina di Santi chiamati Ireneo. Deriva dal nome greco della pace, e se in origine volle dire « dedicato alla dea della pace », per i cristiani assunse poi significato di « pacifico », in pace con gli uomini e con Dio. Santo pacifico e pacificatore fu veramente l'Ireneo, vissuto nel II secolo cristiano in terra di Francia, e pastore della Chiesa di Lione in un momento in cui la pace si era allontanata dai cuori e dalle armi, durante la violenta persecuzione di Marco Aurelio, nell'anno 177. Ma più che dalla persecuzione, che mieteva Martiri per i granai celesti, la fede dei cristiani di Lione era minacciata dall'eresia, che uccideva le anime. Mediatore di pace spirituale tra i credenti, Sant'Ireneo lo fu una prima volta, ancor prima di essere Vescovo, al tempo dell'eresia dei cosiddetti Montanisti, venuta dall'Oriente e diffusa da un gruppo di « profeti », ferventi fino al fanatismo. Consacrato Vescovo succedendo a Potino, caduto novantenne nella persecuzione del 177, Ireneo si trovò poi a combattere contro un'eresia ancora più insidiosa, quella degli Gnostici, i quali negavano l'autorità della tradizione e disconoscevano la legittimità della gerarchia della Chiesa. Contro tali errori usò, più che la parola, la penna. Egli era nato a Smirne, in Asia Minore, ma avendo vissuto a lungo nelle Gallie, il suo greco era diventato inelegante e quasi stentato. Nonostante ciò, nei suoi scritti, affermò con estrema chiarezza la necessità della gerarchia cattolica e la continuità della tradizione apostolica. « E' con la Chiesa Romana ‑ egli scriveva ‑a causa dell'autorità della sua origine, che tutte le altre chiese, e tutti i fedeli, debbono essere d'accordo ». Con ispirata saggezza, questo Vescovo asiatico trapiantato in Francia riconosceva senza esitazione il primato della Chiesa romana e dei romano Pontefice, successore di San Pietro. Le sue parole conservano inalterato il loro valore dopo diciassette secoli, perché sia possibile l'unione tra tutti i fedeli e quella pace cristiana augurata dal nome di Sant'Ireneo. |
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