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sacerdote e martire

Località Provincia Festa
Bibbiena Arezzo 13 agosto

 

 

Α Ω
  Sardegna

Note

Ippolito, scrittore ecclesiastico di lingua greca, vissuto a Roma tra il 1° e il 3° secolo, era originario dell'Oriente ellenistico come testimoniano i suoi scritti e il carattere della sua cultura.

Intorno al 212 quando Origene venne a visitare la comunità di Roma, Ippolito faceva parte del clero romano con funzione di predicatore. Uomo di larga erudizione, fu soprattutto un esegeta. Si distinse per lo zelo nella lotta contro le eresie. La sua cultura e il suo rigorismo lo misero ben presto a capo di una ristretta ma influente cerchia di fedeli che si contrapponeva alla chiesa ufficiale. La lotta scoppiò sotto il papa Callisto (217-222) a causa dell'atteggiamento conciliante di questi sul problema della penitenza. Ippolito accusò il papa di lassismo e venne eletto antipapa dalla sua fazione. Lo scisma continuò anche sotto i successori di Callisto, Urbano (223-30) e Ponziano (230-35), finché Ippolito e Ponziano vennero esiliati da Massimino il Trace in Sardegna, dove forse i due avversari si riconciliarono. La rinuncia di Ponziano e quella precedente di Ippolito, portarono all'elezione del papa Antere (235-36) riconosciuto da tutte le comunità di Roma. Ippolito morì in Sardegna e le sue spoglie furono fatte trasportare a Roma dal papa Fabiano nel 236-37 e tumulate nel cimitero della via Tiburtina, dove (u venerato come martire. Gli fu innalzata una statua ritrovata nel 1551 che lo rappresenta seduto in cattedra e porta sul basamento un computo pasquale e l'elenco incompleto dei suoi scritti.

Gli scritti di Ippolito abbracciano quasi tutti i generi della letteratura cristiana aulica: polemica e apologetica, dogmatica ed esegesi, cronografica, diritto ecclesiastico, omiletica e poesia religiosa. Alla polemica antieretica si collega innanzitutto la "Confutazione di tutte le eresie" in 10 libri. Tra gli scritti esegetici, il primo per importanza e ampiezza, è il "Commento a Daniele" in 4 libri. Da ricordare anche il "Commento al Cantico dei Cantici". Anche nel campo della storia ecclesiastica, Ippolito fu un precursore con la sua "Cronaca", compendio di Storia universale dalla creazione fino al 234 d.C. che ha lo scopo di combattere il millenarismo e la paura diffusa tra molti fedeli della parusia imminente. Ha carattere storico anche il "Computo pasquale" scritto per distinguere la Pasqua cristiana da quella ebraica. Una menzione tutta speciale merita la "Tradizione apostolica" uno dei primi esemplari di rituale, contenente formule e disposizioni per la celebrazione dei vari riti cristiani. Quest'opera è stata la fonte principale di numerosi scritti dello stesso genere come "Le Costituzioni apostoliche", il "Testamento di nostro Signore" e i cosiddetti "Canoni di Ippolito". Molti altri scritti sono andati interamente perduti.