| Località | Provincia | Festa |
| Laconi | Nuoro | 11 maggio |

| Α | Ω |
| Laconi 17 dicembre 1701 | Cagliari 11 maggio 1781 |
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Note |
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Nel 1940 il 16 giugno, il Pontefice Pio XII approvava il culto, con il titolo di Beato, di un figlio della generosa Sardegna, additando all'esempio dei fedeli, proprio nei primi giorni di una tragica guerra di conquista e di superbia, i valori della più profonda umiltà. Nel 1951 lo dichiarava solennemente santo. Ignazio era nato nel 1701 nel cuore della Sardegna, a Laconi, in vista dell'eccelso Gennargentu. Laconi è oggi noto come una ridente località di villeggiatura estiva, a 550 metri sul mare, centro di belle passeggiate e di proficue battute di caccia. Qui un tempo si arroccava un castello feudale, di cui esistono ancora gli avanzi, e più tardi, nel periodo gotico aragonese, vi fu costruita la chiesa parrocchiale, con il bel campanile. Il giovane nato a Laconi, e battezzato con il nome di Ignazio in onore del fondatore della Compagnia di Gesù, passò nel paese natale, in vista del Gennargentu, i primi vent'anni della sua vita di figlio di un'umile famiglia, privo della possibilità di studiare e anche malfermo nella salute. Sui vent'anni, come tanti altri montanari di tutti i tempi, scese verso la città di Cagliari, ma il suo desiderio di inurbarsi non era dettato da ambizioni mondane e neanche sostenuto da miraggi economici. A Cagliari, egli si diresse infatti verso il convento dei Cappuccini di San Benedetto, timoroso soltanto di una cosa: che la sua malferma salute gli precludesse la porta del convento, dove il ventenne sardo desiderava ardentemente consacrare a Dio il resto della sua vita. Venne accolto, e poté pronunziare la sua professione nel 1722. Fu frate converso, e tale rimase umilmente per tutto il resto della sua vita, che contrariamente alle previsioni fu lunghissima, sfiorando gli ottant'anni. Ignazio di Laconi fu dunque frate cappuccino per quasi sessant'anni, e per tutto quel tempo fu il questuante del convento, diventando una figura tipica, quasi insostituibile, della città sarda proprio allora passata sotto il dominio della Casa di Savoia. Questuava nei quartieri popolari, lungo il porto, nella taverne e nelle bettole. Chiedeva e dava, da una parte un obolo per aiutare i più bisognosi, dall'altra un esempio, una parola buona, un consiglio, un ammonimento di virtù. Conosciuto da tutti, da tutti rispettato e amato, vedeva le generazioni succedersi accanto al suo logoro saio, i monelli diventare uomini, gli uomini farsi vecchi. Soltanto lui non cambiava: sempre sugli stessi luoghi, sempre intento alla propria mansione, sempre con la stessa umiltà e sempre con la stessa carità, semplice e bonaria, ma non per questo meno efficace. Quando, nel 1781, la sua figura non fu più vista nei luoghi usuali, sembrò a Cagliari che un vuoto fosse rimasto nella città; un vuoto che soltanto il ricordo e la devozione per l'umile questuante cappuccino poteva almeno in parte colmare. Pio IX ne introduceva la causa di beatificazione il 4 maggio 1854 e ne dichiarava le virtù in grado eroico il 26 maggio 1869. Da Pio XII fu beatificato il 16 giugno 1940 e canonizzato il 21 ottobre 1951. |
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