abate
| Località | Provincia | Festa |
| 25 giugno |

| Α | Ω |
| Vercelli 1085 | Nusco (AV) 1142 |
|
Note |
|
|
Per quanto la celebrazione di San Guglielmo sia stata limitata ai calendari particolari, non possiamo non ricordare questo Santo popolarissimo, se non nella Chiesa universale, almeno nel Mezzogiorno dell'Italia. Si tratta infatti, tra i molti Guglielmi che popolano il Calendario, proprio di San Guglielmo di Montevergine, del fondatore, cioè, del santuario dedicato alla Madonna, al quale salgono, ogni anno, migliaia e migliaia di pellegrini da Avellino, da Salerno, da Napoli, da Benevento, e da assai più lontano. Nato a Vercelli, in Piemonte, San Guglielmo giunse sui monti intorno ad Avellino quando era già uomo maturo, dopo una gioventù devota, e dopo essere stato egli stesso pellegrino e penitente. A quindici anni, infatti, si era incamminato a piedi scalzi verso la lontana Galizia, in Spagna, per visitarvi il Santuario di San Giacomo di Compostella. Tornato in Italia, non restò a lungo fermo in solitudine e in penitenza. Volle recarsi in Terra Santa, e scese verso il Sud, in cerca di un imbarco. Difficoltà quasi insormontabili si frapposero però al suo progetto, e fu così che Guglielmo si fermò nel regno di Napoli, salendo sopra un monte e vivendo in solitudine, e in mortificazione. Via via che si allargava la fama della sua santità, dei suoi consigli, dei suoi miracoli, e che perciò l'accorrere dei fedeli minacciava la sua solitudine, il Santo si spostava in luoghi sempre più isolati e inaccessibili, finché non giunse sulla cima del monte Partenio, che in greco vuol dire « vergine », chiamato anche Monte Virgiliano perché secondo la tradizione vi avrebbe dimorato il grande poeta latino Virgilio. Sul Partenio, presso le rovine di un tempio dedicato alla dea pagana Cibele, si erano rifugiati in tempi di persecuzione Santi Martiri e Vescovi. Più tardi vi era stata costruita una cappella dedicata a Maria Vergine. In quel luogo devoto e impervio, San Guglielmo stabilì la sua silvestre dimora, poco sotto la vetta del monte, a milletrecento metri di altezza. 1 fedeli accorsero per visitare il Santo anacoreta, per ascoltarne i discorsi e implorarne le preghiere. E accorsero anche alcuni sacerdoti, i quali chiesero di vivere accanto a lui, sul Monte della Vergine. Per loro furono costruite alcune cellette, e per il servizio della comunità sorse la chiesa dedicata alla Madonna. Ai suoi compagni, San Guglielmo dette una Regola di lavoro e di preghiera, di penitenza e di carità, di digiuno e di solitudine, che riprendeva e ravvivava la gloriosa Regola di San Benedetto. La Congregazione dei Monaci di Montevergine si diffuse rapidamente nell'Italia meridionale e il Santo dovette lasciare la pace del monte selvoso per seguire la sua missione di fondatore. Dette vita a numerosi altri monasteri maschili e femminili, aiutato da cinque confratelli e sorretto dalla generosità del Re Ruggero di Napoli. Morente, tornò a Montevergine per salutare i compagni. Ma neanche allora si fermò: proseguì lo stentato viaggio per visitare e benedire un'altra volta i suoi monasteri. E come lontano da Montevergine era nato, fuori di Montevergine morì, a Nusco, in provincia di Avellino, nel 1142. Nel Santuario sopra il monte tornò così soltanto il suo corpo glorioso, sepolto nella chiesa dedicata alla Vergine, vicino a quelli di altri diciannove Santi ‑ e il ventesimo era San Gennaro. poi trasportato a Napoli ‑ che fanno oggi di Montevergine degna corona alla gloria di Maria. |
|
|---|---|