back Gualtiero home

abate

Località Provincia Festa
Servigliano Ascoli Piceno 8 aprile

 

 

Α Ω
  1099

Note

Il nome di Gualtiero non è tra i più comuni, ma resta abbastanza usato. Ancora più frequente è il nome di Walter, e quest'altro non è che la forma inglese dell'identico nome, importata in epoca recente, dietro la suggestione di testi letterari, soprattutto romanzi. I linguisti di un tempo non lontano condannavano questi prestiti dell'onomastica straniera quasi fossero attentati di lesa italianità.

Con tutto ciò, resta un po' strano l'uso di nomi stranieri che hanno un legittimo, e spesso bellissimo, equivalente italiano: per esempio William, equivalente di Guglielmo e Walter, equivalente appunto a Gualtiero.

Ambedue i nomi, infatti, discendono da una antica forma germanica eh suonava Valthari o Walteri. Era formata dalle solite due parole, una significante « comando » e «dominio», l'altra « esercito » o « popolo guerriero ». A volerlo tradurre, il nome di Gualtiero (o di Walter) significherebbe perciò « comandante di esercito », o qualcosa di simile.

Il nome di Gualtiero non è raro tra i Santi e tra i Beati. Ce ne sono almeno sei, da un Gualtiero cavaliere, crociato in Terrasanta, a un Gualtiero da Lodi, venerato nella cattedrale della città lombarda.

Il Gualtiero che oggi ricordiamo, in mancanza di una memoria voluta dal Calendario universale, è probabilmente il più importante nella storia della santità. Viene indicato come Gualtiero di Pontoise, perché, nato in Francia, nella Piccardia, agli inizi dell'XI secolo, fu il primo superiore dell'Abbazia di Pontoise, da poco fondata.

Protettore di quell'Abbazia era lo stesso Re di Francia, Filippo I, e proprio l'ingerenza del sovrano, non soltanto nei confronti dell'Abbazia di Pontoise, ma in generale nelle cose della Chiesa, portò l'Abate Gualtiero a partecipare alla cosiddetta lotta per le investiture, tra il Papato da una parte e l'imperatore germanico e i sovrani europei dall'altra.

Non per nulla fu suo contemporaneo ed estimatore il Papa Gregorio VII, cioè il massimo campione di quella lotta. Gregorio VII dovette anzi intervenire nei confronti di San Gualtiero, per porre fine ad una strana abitudine dell'Abate di Pontoise. Più volte infatti Gualtiero, agitato da dubbi e turbato nella coscienza, aveva lasciato la guida dell'Abbazia, nascondendosi nei luoghi più impensati. Il Pontefice rimproverò all'Abate la sua eccessiva umiltà, e gli impose di restare fermamente alla testa della sua Abbazia, minacciandolo di scomunica se avesse di nuovo disertato.

Guarito dagli scrupoli e piegandosi all'obbedienza, San Gualtiero restò da allora Abate fermo e autorevole di Pontoise, finché la morte non venne a dargli il cambio, in tarda età nel 1099.