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papa

Località Provincia Festa
    25 maggio

 

 

Α Ω
Sovana 1015 Salerno 1085

Note

Fra i tre Santi la cui memoria facoltativa è raggruppata il 25 maggio, col Venerabile Beda e Santa Maria Maddalena de' Pazzi, è un Papa: il celebre settimo Pontefice di nome Gregorio.

Per rievocare le glorie di Gregorio VII, più dei libro della santità sarebbe utile un libro di storia medioevale, perché è proprio nella storia del suo tempo che la figura di questo Papa ha un'importanza insostituibile.

Ildebrando, nato a Sovana, in Toscana, verso il 1015, fattosi monaco benedettino a Roma, legato Pontificio in Francia, venne acclamato dal popolo come successore di Papa Alessandro II nel 1073, e prese il nome di Gregorio VII.

Egli è considerato il campione della cosiddetta « lotta delle investiture », un'espressione scolastica che nasconde una realtà che continuamente si ripropone nella storia millenaria della Chiesa: la necessità, cioè, di arginare l'eccessivo potere dello Stato, che tende a controllare non soltanto la vita civile dei sudditi, ma anche la loro vita spirituale.

Nell'XI secolo tale contrasto, sempre attualissimo, fu rappresentato da una parte da Enrico IV, dall'altra da Gregorio VII, coadiuvato da una donna eccezionale, Matilde, Contessa di Canossa e Marchesa di Toscana.

L'invasione del campo spirituale da parte dell'Imperatore significava soprattutto che quest'ultimo si arrogava il diritto di conferire dignità religiose, come quelle dei Vescovi e degli Abati.

Seri note, nella storia, le fasi culminanti della contesa tra Enrico IV e Gregorio VII. Nel 1076 l'Imperatore rifiutò l'obbedienza al Pontefice, invitando alla ribellione i principi tedeschi. Gregorio VII rispose con la scomunica. Il successivo inverno l'altero Imperatore dovette umiliarsi, al castello di Canossa, per chiedere il perdono papale e la revoca della scomunica.

La generosità di Gregorio VII non fu ben ripagata da Enrico IV, il quale appena poté raccolse un forte esercito e marciò su Roma, deciso a risolvere con la forza la questione delle investiture.

E mentre i soldati dell'Imperatore tedesco e le truppe del normanno Roberto il Guiscardo si disputavano il possesso di Roma, Gregorio VII moriva, a Salerno, nel 1085, spossato dalle lotte e dalle sofferenze, ripetendo le celebri parole del salmo: « Ho amato la giustizia... per questo muoio in esilio ».