re
| Località | Provincia | Festa |
| 28 marzo |

| Α | Ω |
| 525 | 28 marzo 592 |
|
Note |
|
|
Clodoveo fu il primo Re merovingio convertito al Cristianesimo dalle preghiere di Santa Clotilde, sua moglie, e dall'opera di San Remigio, Vescovo di Reims. Egli ebbe un figlio chiamato Clotario. Clotario a sua volta ebbe quattro figli: Cariberto, Sigeberto, Chilperico e infine Gontrano. Il regno di Francia mantenutosi unito fino a Clotario, andò così diviso in 4 parti, una per ogni figlio. A Gontrano toccò la Borgogna, e l'Orleanese. Egli fissò la propria capitale a Chalon, sul fiume Saône. Per quanto nipotino di Santa Clotilde, per quanto egli stesso venerato come Santo, Gontrano non ebbe una vita di esemplare virtù, né tanto meno fiorita di delicati episodi. Fu rude in una società rude; fu anche peccatore, ma non fu, tutto sommato, peggiore dei suoi tempi. Ebbe una vita familiare disgraziata. Infatti sposato a Veneranda, il loro figlio morì in tenerissima età. Gontrano, ripudiando la moglie, si unì a Marestrude, che gli dette un altro figlio. Poco dopo il bambino moriva, seguito dalla madre. Gontrano sposò allora Austrechilde, ma i due figli che nacquero morirono anch'essi in giovane età. Veneranda, Marestrude e Austrechilde, queste donne dai nomi imponenti e difficili, non erano principesse o nobildonne, ma semplici damigelle e addirittura ancelle, di cui il Re s'era, successivamente, invaghito. Fatto sta che dopo tre matrimoni, Gontrano si ritrovava carico di dolori e privo di eredi. « A causa dei miei peccati - disse allora - sono restato senza figli. Chiedo che questo nipote divenga mio figlio ». Si trattava di Childeberto, orfano di uno dei suoi fratelli, che Gontrano volle adottare. Ma neanche l'adozione del nipote fu priva di contrasti. lì giovane gli venne conteso e tolto diverse volte dai parenti. Per tre volte Gontrano dovette ripetere l'atto di adozione. Intanto, gli altri fratelli, nei loro regni, si facevano una continua guerra. Finirono per morire tutti, chi di morte naturale, chi assassinato. Ma rimasero le tre vedove, e anch'esse mantennero vive gelosie e rivalità, mentre i loro regni languivano. Sempre leale verso la Chiesa; pieno di fede anche in mezzo agli errori; sempre pronto all'umiltà e all'obbedienza, Gontrano fu l'unico Re del suo tempo veramente rispettoso della autorità e della libertà dei Vescovi. E ai concili dei Vescovi, più che al suo personale arbitrio, chiese di risolvere le situazioni più difficili e i problemi più delicati. Riuscì finalmente a riunire sotto il suo scettro i quattro regni di Francia. Governò insieme con il figlio adottivo, e il suo regno si ricorda come un periodo di prosperità e di benessere. Gontrano trascorsi i giovanili eccessi, volle essere, più che signore, padre e pastore dei suoi sudditi. Legò il suo nome a opere di bene; concesse privilegi, fondò chiese; dotò monasteri; favorì l'educazione del popolo. Con le preghiere e i digiuni volle espiare poi i suoi trascorsi. E quando tempeste o incendi, terremoti o inondazioni, epidemie o carestie colpivano il suo popolo, egli fu l'instancabile benefattore del suo paese. |
|
|---|---|