| Località | Provincia | Festa |
| San Giuliano di Teano | Caserta | 9 gennaio |
.jpg)
| Α | Ω |
| Alessandria 304 | |
|
Note |
|
|
I Santi di nome Giuliano, sono più di quaranta. La storia di questo San Giuliano è stata più volte raccontata e anche dipinta, durante il Medioevo, con particolari sempre nuovi, ma con un elemento comune e addirittura raccapricciante, perché il leggendario protagonista sarebbe stato uccisore del proprio padre e della propria madre! Durante una caccia, un cervo aveva predetto a Giuliano che avrebbe ucciso i genitori. Perciò il giovane, spaventato, non tornò a casa. Andò lontano e fece fortuna, sposando una castellana, vedova e molto ricca. Ma i genitori, non vedendolo tornare, si misero in viaggio per rintracciare il figlio. Finalmente giunsero stanchi al castello, dove la moglie di Giuliano, quando seppe che erano i genitori del marito, in assenza di lui, li ospitò nella propria camera. Al mattino, la castellana andò in chiesa, e Giuliano, tornando all'improvviso, si diresse verso la camera, per svegliarvi la consorte. Entrato, vide due persone addormentate nel proprio letto, e pensando che la sposa lo avesse tradito trasse la spada e uccise ambedue gli ospiti. Per scontare il terribile e involontario delitto, Giuliano, seguito dalla fedele moglie, lasciò il castello e fondò, sulle rive di un fiume, un ospedale per i pellegrini, fino a che giunse un angiolo in veste di pellegrino il quale gli disse: « O Giuliano, il Signore mi ha mandato a te, per dirti che ha accettato la tua penitenza, e ambedue tra poco tempo dormirete in pace », cioè morirete santamente. Si capisce facilmente come questa figura popolare e pittoresca non sia un personaggio storico. Il suo profilo è stato tracciato con le storie di vari Santi cucite insieme con un fantastico filo di romanzesca leggenda. Ma l’origine del San Giuliano della tradizione medievale è nel Santo festeggiato oggi, che visse in Egitto alla fine del III secolo e finì Martire insieme con la moglie, Basilissa, che in greco vuol dire « principessa ». Gli sposi, cristiani esemplari, vissero in perfetta castità, e si santificarono nell'esercizio delle virtù. In quel tempo, tutto I'Egitto era un vivaio di fede e di carità, e i due casti sposi non furono da meno. Aprirono infatti nella loro casa un ospizio per i malati e gli indigenti. Giuliano dedicava il suo zelo alla cura e all’assistenza degli uomini, Basilissa a quella delle donne. Ma su queste opere di bene e di cristiana civiltà calò la spada della persecuzione di Diocleziano. Una spada parricida e matricida, come quella del San Giuliano della leggenda, perché rivolta contro la fede in Dio e l'amore del prossimo, genitori di ogni terrena pace e dell'eterna felicità. Il martirio ebbe luogo ad Alessandria, nel 304, e un intero gruppo di cristiani di Egitto vi ricevette la corona accanto ai due sposi ospitali e caritatevoli, forti e generosi, San Giuliano e Santa Basilissa. |
|
|---|---|