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Località Provincia Festa
    8 marzo

 

 

Α Ω
Montemor -o- Novo (Portogallo) 1495 Granada 8 marzo 1550

Note

Per le vie di Granada, all'annottare, un uomo magro, vestito di saio, rivolgeva ai passanti un insolito richiamo: « Fate bene, fratelli! ». Era Giovanni, detto « di Dio », che chiedeva elemosine per il suo Ospedale.

« Fate bene, fratelli », cioè fate del bene, fate della carità; ma anche fate bene a voi stessi, acquistandovi meriti per mezzo della carità. A Granada tutti conoscevano quell'uomo, sempre in moto, che non dormiva mai, che non aveva mai tempo, e che trovava il tempo per assistere e pensare a tutti. Secondo lui, di tempo ne aveva perso anche troppo, più di quarant'anni, da quando era nato, nel 1495, a Montemoro Novo, in Portogallo. Prima come pastore, poi come contadino; poi a lungo come soldato sotto gli stendardi dell'Imperatore Carlo V. Poi, di nuovo pastore in Spagna, soccorritore di schiavi in Africa, venditore ambulante a Gibilterra, e finalmente, a Granada, negoziante di libri e immagini sacre. Fu un frate predicatore, nel 1537, a risvegliare in lui la vocazione alla carità eroica. Allora si scalzò, si spogliò di tutti i suoi beni, che distribuì ai poveri, per le strade. Lo presero per un pazzo e lo rinchiusero in un ospedale. Ma proprio in quell'ospedale, Giovanni si rivelò più savio dei savi, più dotto dei dottori, più previdente dei provveditori. Capì che la sua missione era quella di far dell'ospedale un mezzo di vera assistenza dei bisognosi, fondato sull'amore e sulla carità, e appoggiato a rigorose norme igieniche e a sicure nozioni sanitarie.

Nel Cinquecento opulento e sapiente, quella dell'assistenza agli ammalati era ancora infatti una piaga vergognosa, o, come diremmo oggi, un problema aperto. E gli ospedali, salvo rare eccezioni, poco più progrediti dei lazzaretti per gli appestati medioevali; luoghi cioè di segregazione più che di cura, di isolamento più che di assistenza.

In pochi anni, Giovanni, detto « di Dio », fece del suo ospedale di Granada il primo esempio di un'istituzione moderna, cioè organizzata secondo criteri di efficienza e di previdenza, e soprattutto legata ad un altissimo amore per il prossimo, che si nutriva di preghiera e di devozione.

In questo ospedale Giovanni fu tutto: fondatore, organizzatore, medico, infermiere, educatore e, come si è visto, questuante. Sempre in moto, sempre volenteroso, lasciandosi dietro i fiori smaglianti dei suoi miracoli, ripeteva con arguzia, a se stesso e agli altri: « Non bisogna mai dormire, se si vuole a Dio servire ». Infatti, non dormiva quasi mai.

Non dormi neppure dopo la sua morte, avvenuta nel 1550, perché il suo zelo passò inalterato nei religiosi della Congregazione che si era raccolta intorno a lui, e che dalle parole del Santo, prese nome « Fatebenefratelli »

Presto essi fondarono ovunque ospedali, lebbrosari, cliniche, asili; e anche oggi, in tutte le città d'Europa, gli Ospedali dei Fatebenefratelli ricordano ai distratti i meriti di San Giovanni di Dio, patrono degli infermieri.