back Giovanni battista de rossi home
confessore
| Località | Provincia | Festa |
| 23 maggio |

| Α | Ω |
| Genova 1698 | Roma 23 maggio 1764 |
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Note |
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Era stato, nei primi decenni del '700, alunno del Collegio Romano, apparendovi come emulo di San Luigi Gonzaga. Alto nella pietà e nella purezza, come San Luigi, egli volle eccellere nello studio e anche nelle segrete mortificazioni della penitenza. Tirò troppo la corda, dimenticando quella virtù non facile, specie per i giovani entusiasti, che si chiama prudenza. Più tardi, scosso dall'epilessia, roso dai dolori gastrici, cagionevole e malato, dovette ammettere di essere stato troppo prodigo con i doni da Dio elargiti anche al suo corpo, oltre che alla mente e all'anima. Giovanni Battista de' Rossi era nato a Voltaggio, presso Alessandria, in Piemonte, da modestissima famiglia. Un nobile genovese, commosso della sua pietà e compunzione, lo aveva portato con sé come paggio, in cambio di una educazione accurata. Un ecclesiastico suo parente, canonico di Santa Maria in Cosmedin, lo aveva chiamato a Roma. E a Roma aveva compiuto gli studi presso i Gesuiti del Collegio romano, la scuola più qualificata del tempo. Particolarmente dotato per gli studi di legge, il sedicenne Giovanni Battista avrebbe potuto prepararsi con successo a una carriera giuridica tale da porre fine alle ristrettezze familiari. Scelse invece di consacrarsi a Dio e alla maggior Sua gloria, non certo per pigrizia, e men che mai per calcolo. Il giorno in cui, per ragioni di salute, dovette interrompere gli studi e rinunziare ad essere un sacerdote erudito, accettò la prova come una lezione per l'orgoglio intellettuale, senza però sentirsi né deluso né inutile. Nella casa del Padre molte erano, e sono, le mansioni, e Giovanni Battista de' Rossi scelse umilmente quella dell'amicizia con gli umili. Fallito come studioso, fu prete dei poveri, consigliere degli ignoranti, confidente dei criminali, consolatore degli ammalati, conforto dei reietti. Nella Roma del '700 rinnovò le gesta di un San Filippo Neri o di un San Camillo de' Lellis, vivendo non a parole il comandamento della carità verso il prossimo. Fondò istituzioni per la gioventù abbandonata, promosse sodalizi benefici e associazioni devote. Consolò con la pratica assidua della Confessione, insegnò con parole semplici e capaci di parlare direttamente al cuore. Fu un nuovo Apostolo di Roma e dei suo popolo povero e spesso doloroso, dolorante e povero egli stesso, finché la malattia non fiaccò per sempre il suo corpo affaticato, il 23 maggio dei 1764. |
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