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martire

Località Provincia Festa
     

 

 

Α Ω
   

Note

San Gemolo venne martirizzato in Val Ganna (Varese) verso il principio del sec. XI. Egli faceva parte della scorta d'un Vescovo d'oltr'Alpe, che faceva il pellegrinaggio a Roma, alle tombe dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Per difendere contro i ladri il palafreno del suo padrone e zio, Gemolo offrì loro la propria vita per Cristo, ed essi lo decpitarono. Una quantità di prodigi accompagnò e seguì la sua sepoltura, tanto che presso il suo corpo, alla fine del sec. XI fu eretto un cenobio, e verso il 1160 l'Arcivescovo Umberto ne consacrò la Chiesa. Narrano che San Carlo raccogliesse per devozione alcune pietre sanguigne presso la fonte che scorre presso il luogo del suo Martirio.

Il suo corpo fu ritrovato sotto l'altare maggiore al tempo dell'Arcivescovo Card. Federico Borromeo, che commise al Vicario Foraneo di Varese l'esame di quella invenzione. La Venerabile Curia Arcivescovile di Milano al termine degli studi ne ha riconosciuto l'autenticità. Nel 1941 alla presenza del card. Schuster, con grande concorso di popolo ed Autorità Religiose e Civili l'urna con i resti del Santo è stata definitivamente collocata al centro dell'Altare Maggiore.