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vescovo

Località Provincia Festa
Novara Novara 22 gennaio

 

 

Α Ω
   

Note

Novara è la città di San Gaudenzio, la cui chiesa è sovrastata da un'elegante cupola costruita centotrenta anni fa, da Alessandro Antonelli, architetto della « Mole » di Torino. E' alta 125 metri, e la sua esile struttura, tutta in muratura, sembra ancora un miracolo costruttivo. II panorama della città, con lo sfondo delle Prealpi, è dominato e caratterizzato da questo singolarissimo monumento. E si può ben dire che la notorietà della cupola, si è portata dietro, diffondendola anche lontano da Novara, la fama di San Gaudenzio: un caso, forse unico, di collaborazione tra architettura e santità.

Pare che San Gaudenzio fosse nato ad Ivrea sulla metà del IV secolo. La famiglia era nobile ma ancora idolatra. Egli tentò anzi di convertirla, suscitando nei parenti una brusca reazione che lo costrinse a lasciare il luogo natale. Andò a Vercelli, e il Vescovo Eusebio — ideale punto di riferimento nella geografia spirituale di quella città — fu suo maestro. Diventato Rettore, passò a Novara, con il Presbitero Lorenzo, per dedicarsi alla predicazione. Lorenzo sarebbe diventato probabilmente il primo Vescovo della città se non fosse stato messo a morte dai pagani. Allora Gaudenzio si recò a Milano. Di lì intraprese un lungo viaggio in Oriente per visitarvi il suo maestro Eusebio, esiliato dall’imperatore ariano Costante. A Milano visse per qualche tempo insieme con un devoto solitario, Martino, futuro Santo Vescovo di Tours. Dopo aver retto la chiesa di Vercelli in attesa del rientro del Vescovo esiliato, tornò a Novara per sostituirvi il Presbitero Lorenzo, martirizzato. Passando da Novara, Sant'Ambrogio di Milano fu testimone dell'attività e della capacità del cristiano piemontese, e gli promise la consacrazione episcopale. Pare che Gaudenzio abbia accettato, dicendo però: « Sì, ma sarà un altro Vescovo a compiere la consacrazione ».

Infatti, di lì a poco Sant'Ambrogio moriva, e Gaudenzio fu consacrato. verso il 400, dal suo successore sulla cattedra di Milano, da cui dipendeva la nuova diocesi di Novara.

Gaudenzio fu, a Novara, padre amoroso e pastore generoso. Resse la diocesi per una ventina d'anni, e con la sua parola e la sua condotta convertì gli ultimi pagani della città e della regione, compresi gli uccisori del presbitero Lorenzo. Distrusse i disertati templi pagani, e al loro posto edificò chiese e monasteri. Una ne fece sorgere sopra il pozzo dove eran stati gettati i corpi di San Lorenzo e dei suoi martiri compagni. E fu quella la più celebre basilica della città, dove anche San Gaudenzio volle esser sepolto e che conserva il suo nome, rinverdendo ancor oggi, nelle rinnovate strutture, la fama del Patrono di Novara.