vescovo
| Località | Provincia | Festa |
| Lucca | Lucca | 18 novembre |

| Α | Ω |
| Irlanda | Lucca 18 marzo 588 |
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Note |
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« Costa quanto il Serchio ai Lucchesi », dice un proverbio popolare, a proposito di una spesa che sia, non solo forte, ma continua e ripetuta. Il fiume che, scendendo dalla Garfagnana, lambisce le mura di Lucca, è infatti famoso per le sue ire improvvise e per le sue piene rovinose. Per secoli, la storia della città toscana è legata all'opera d'imbrigliamento e di controllo del suo fiume. E al Serchio si ricollega il ricordo di uno dei più antichi Santi lucchesi, festeggiato oggi. Abbiamo già parlato di San Patrizio, il grande missionario dell'Irlanda. Abbiamo detto che, dopo di lui, dall'isola nordica diventata vivaio di Santi, numerosissimi apostoli della fede e della carità scesero a portare la loro opera in tutti i paesi d'Europa. San Frediano è appunto uno degli esempi più antichi della cosiddetta « diàspora » irlandese. Egli infatti era nato nell'Ulster, e pare che fosse figlio di un Re, ancora pagano. La prima volta scese in Italia come pellegrino, dirigendosi a Roma, e al ritorno in patria fondò un monastero, a Moville. Ma il ricordo delle belle contrade italiane, allora sconvolte dall'invasione dei Longobardi, gli era restato nel cuore. Tornò infatti al sud, e questa volta si stabili a Lucca. Nella città evangelizzata diversi secoli prima da San Paolino, il monaco irlandese si acquistò tale fama di virtù da essere chiamato dai cittadini, alla morte del Vescovo Geminiano, a reggere il pastorale della diocesi. Fu Vescovo per più di vent'anni, e i Lucchesi non ebbero a pentirsi della loro scelta. Numerose leggende hanno ricamato il tessuto prezioso della sua indubitabile santità, con il racconto di molti miracoli. Uno almeno è degno di essere riferito, non soltanto perché è attestato da San Gregorio Magno, cioè da uno scrittore quasi contemporaneo, ma perché ha come sfondo proprio il fiume Serchio, il grande amico e nemico dei Lucchesi. Durante una piena eccezionale, l'inondazione minacciava di sommergere parte della città. Il Vescovo benefico si trasformò allora in miracoloso idraulico, facendo avanzare un rastrello attraverso i campi allagati. Nel solco, come lungo un provvidenziale scolmatore, defluì rapidamente la corrente del fiume, allontanando la minaccia dalla città. Il racconto fa pensare che San Frediano non si sia limitato solamente ad un intervento 'miracoloso, per mirabile che sia stato. Probabilmente, il Vescovo irlandese fu anche sapiente ingegnere idraulico, e bonificò con opere di canalizzazione la pianura soggetta alle inondazioni del Serchio. Il corpo del Santo irlandese, scoperto a Lucca a duecent'anni dalla sepoltura, fu oggetto di particolare onore e venerazione. Egli venne invocato come secondo patrono di Lucca, dopo San Paolino, e sul luogo della sua tomba venne costruita una bellissima chiesa, detta « basilica dei Longobardi », che è una delle meglio conservate costruzioni sacre di quel lontano periodo. |
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