| Località | Provincia | Festa |
| 20 maggio |

| Α | Ω |
| Massa Marittima 1380 | l'Aquila 1450 |
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Note |
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Non poteva mancare, nel nuovo Calendario della Chiesa, la figura garbata e arguta di uno dei più incantevoli Santi del '400: Bernardino da Siena, quello delle prediche sulla Piazza del Campo e dello stemma di Cristo Re stemma che ancora figura su molte chiese e palazzi pubblici delle città italiane, ed è formato da un sole d'oro raggiante, dentro il quale spiccano tre lettere: una Y, un'H e una S. Bernardino non era nato a Siena, ma a Massa Marittima, nel Grossetano, nell'anno 1380, da ceppo senese. E a Siena tornò ancora fanciullo, quando restò orfano di padre e di madre. Allevato da due zie, frequentò lo Studio senese, ma presto abbandonò la vita elegante e mondana per entrare nell'Ordine francescano, dove promosse la cosiddetta « osservanza », cioè la più stretta fedeltà alla Regola primitiva. Fondò conventini poveri, che diresse con acuto spirito di rinunzia; ma la sua maggior fama gli venne dalla predicazione colorita, arguta fresca, appassionata e penetrante. Le prediche che teneva su tutte le piazze italiane, e specialmente quelle tenute sulla piazza del Campo, a Siena, ci sono rimaste nella loro incantevole integrità.. Fu un modesto cimatore di panni senese a riprendere, parola per parola, tutte le prediche di San Bernardino, scrivendo rapidamente, con una specie di stenografia di sua invenzione, su tavolette cerate, e ricopiando poi le prediche in un codice, diventato così preziosissimo. 1 temi preferiti da San Bernardino erano prima di tutto quello della pace, e per questo proponeva di sostituire i diversi stemmi delle fazioni nemiche con lo stemma di Cristo, Re della Pace e dell'Amore. « Or dimme gridava dal pulpito posto sulla Piazza, che cosa è parte? Sai che è una divisione: questi da questi. Qui vedi già che parte l'uno dall'altro. Or dimmi: che cos'è carità? è unire l'uno con l'altro ». Predicava la concordia tra i cittadini, maledicendo le divisioni dei partiti e specialmente quella tra Guelfi e Ghibellini. « Tutte queste cose so' peccato mortale: e questo tale guelfo e ghibellino è stato trovato nel diavolo per la perdizione delle anime vostre». Poi predicava la carità: « 0 tu che hai tanti spogli più che non ne ha la cipolla, diceva agli egoisti, ricuopri la carne del povero, quando tu il vedi così stracciato e innudo; la sua carne e la tua è una medesima carne ». E a chi gli opponeva d'aver poca roba, rispondeva: « Iddio non vuole che tu ti scortichi. Dice: Vuoi tu dar l'elemosina? Or dàlla. Non puoi dare un pane? Or dànne un poco. Non puoi dare del vino? Or dà dell'acquerello, dà dell'acetello annacquato ». E dove San Bernardino passava, dove la sua voce alta, chiara, squillante e arguta risuonava, venivano riformati gli ordinamenti sociali e politici in favore dei bisognosi; nascevano nuovi ospedali, il trattamento dei carcerati si faceva più umano, gli egoismi si attenuavano, i costumi s'ingentilivano. Il sole di Cristo, rappresentato nello stemma che San Bernardino mostrava in certe sue tavolette dipinte, riscaldava le anime e maturava frutti di pace, di giustizia e di carità. Esile, magro, con le gote affossate, il naso e il mento appuntiti, gli occhi cerulei, lucenti e sereni, la bocca sdentata piegata a un sorriso di fine arguzia, camminò a piedi per tutta l'Italia, pacificando popoli, esortando alla concordia, persuadendo alla benevolenza e alla carità. L'ultimo suo viaggio fu verso l'Aquila, dove giunse moribondo. Non poté predicare e mettere pace tra i cittadini in lotta tra di loro. Ma anche da morto, nel 1450, seguitò la sua miracolosa opera di pacificazione. Il suo corpo, dentro la bara, versò sangue come una fonte. E il flusso sanguigno non si fermò fino a quando i cittadini dell'Aquila non tornarono fratelli, decretando poi di costruire, per gratitudine e devozione, sulla tomba del Santo senese una delle più belle chiese della loro alta e fiera città. |
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