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vescovo

Località Provincia Festa
    29 gennaio

 

 

Α Ω
  660

Note

Non sono molte le città che hanno come pa­troni quattro loro Vescovi. La diocesi di Sorrento vanta proprio questa quaterna di benefici protettori, tutti Vescovi, ognuno ricordato oggi in una particolare chiesa: San Renato, San Valerio, Sant'Atanasio e San Bacolo, la cui chiesa ‑ oggi detta del Rosario ‑ fu cattedrale della città fino al 1459.

Sorrento ha poi un Patrono principale ancora più noto e amato: Sant'Antonino, non Vescovo, questo, ma Abate benedettino di esemplare vita, la cui festa ricorre il 14 febbraio.

San Bacolo potrebbe essere definito « il Santo del profumo », perché la sua caratteristica, diremmo quasi l'attributo, è quello del profumo.  Il miracolo del profumo, emanante dalle spoglie di San Bacolo, si può dire l'effetto, anzi la quintessenza, di una vita tutta impregnata di santità.

Poco importa se di quella vita sappiamo poco, per non dire quasi nulla. Si possono ripetere le parole che, proprio per San Bacolo, ebbe a pronunziare il Padre D'Antonio, dicendo: « Dei Santi moderni, lungo è il racconto della vita, breve quello del sepolcro. Dei Santi antichi, invece, breve è l'elogio della vita, lunga la storia miracolosa delle sacre reliquie ».

Secondo la tradizione, Bacolo era nato dall'antica e potente famiglia napoletana dei Brancaccio, e aveva rinunziato agli agi della ricchezza e agli onori di una brillante carriera per dedicarsi invece allo studio e alla pietà.

Fu giovane sacerdote, e poi Vescovo, prima di Sorrento e poi di Castellammare di Stabia. La sua morte avvenne sembra, nell'anno 660.

Come Vescovo, egli aveva lottato contro l'ancor non morto Paganesimo, che nella stupenda penisola delle Sirene sembrava aver più tenaci radici, legato alle vestigia degli antichi templi degli idolatri.

Anche la chiesa nella quale, dopo la sua morte, furono deposte le reliquie del Santo Vescovo, era stata anticamente un tempio pagano, dedicato a Giove. San Bacolo, che da vivo era stato prodigioso esorcizzatore, ed è ancora implorato contro la potenza malefica del demonio, esorcizzò così, con le sue spoglie, anche l'antico tempio, diventato casa del vero Dio e luogo di non menzognere preghiere. Fu nel trasporto in quella chiesa delle reliquie del Santo, che si manifestò il miracolo del profumo: un profumo che a lungo restò nell'aria e anche negli oggetti intorno, nelle stesse case contigue, grato ai sensi e benefico allI'anima.

I profumi che spirano a Sorrento sono molti ma il più delicato, il più penetrante, è certamente quello di San Bacolo, che da quindici secoli protegge la sua città dagli insidiosi demoni del male.