vescovo e dottore della Chiesa
| Località | Provincia | Festa |
| Ficarazzi | Palermo | 2 maggio |

| Α | Ω |
| 295 | Alessandria 373 |
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Note |
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La prima memoria obbligatoria del rinnovato Calendario universale nel mese fiorito di maggio, è dedicata a Sant'Atanasio, il grande cavaliere dell'ortodossia nel IV secolo. La sua vita, movimentata come un romanzo, ebbe per sfondo Alessandria, in Egitto, una delle tre maggiori città del mondo antico, e certamente la più turbolenta. Finite le persecuzioni imperiali contro i cristiani, vi erano ancora numerosi i pagani e gli adoratori di Seràpide; molti i cristiani eretici, come gli Gnostici e Manichei. Nell'ultima persecuzione, quella di Diocleziano, molti credenti avevano preferito l'abiura al martirio. Come lapsi, cioè caduti, chiesero poi di essere riammessi nella Chiesa; ma mentre alcuni vescovi, come quello di Alessandria, si mostrarono indulgenti con i lapsi altri, come quello di Licopoli, si mostraron intransigenti. Un lungo scisma si aprì così nella Chiesa egiziana dove Atanasio, nato verso il 295, trascorse la sua gioventù. Era ancor giovane, per quanto eruditissimo, specialmente nelle Scritture, quando fu eletto, nel 328, a reggere la pesante eredità del defunto Vescovo di Alessandria. Nel frattempo, alle altre difficoltà si era aggiunta un'eresia insidiosissima, quella di Ario, prete di Alessandria. Egli predicava che il Verbo di Dio non era eterno come Dio, ma creato nel tempo, così da non potersi dire realmente figlio di Dio. Tale conclusione veniva a negare l'essenza stessa del Cristianesimo. Sul piano dottrinale, l'Arianesimo era stato condannato fermamente nel concilio di Nicea, al quale aveva partecipato anche Atanasio, non ancora Vescovo. Ma proprio dopo Nicea gli Ariani colsero i loro più importanti successi, e la controversia restò aperta per più di un secolo. La sottile eresia sembrò avvelenare tutta la Chiesa d'Oriente e attossicare anche quella d'Occidente. Molti Vescovi caddero nell'Arianesimo, e sembrò che l'intera Chiesa fosse irrimediabilmente contaminata dall'eresia. Ma Atanasio restò, solo e indomito, l'accanito difensore dell'ortodossia. Si appuntò così su di lui l'odio di tutti gli Ariani, che usarono ogni mezzo per sbarazzarsi di lui. Una volta, in mezzo ai gravi Vescovi che sedevano in concilio, fecero entrare una donna che dichiarò di essere stata sedotta dal Vescovo di Alessandria. Atanasio riuscì a provare la sua innocenza, e il colpo di scena si ritorse contro gli Ariani che l'avevano architettato. Un'altra volta, venne accusato di aver assassinato Arsenio, Vescovo di Ipsala. Le cose stavano per mettersi male, quando Arsenio venne ritrovato vivo, a Tiro. Gli Ariani coinvolsero abilmente gli Imperatori romani nella controversia religiosa, facendone un problema quasi politico. Per quattro altre volte il Vescovo di Alessandria fu costretto all'esilio. Amico e ammiratore dei monaci solitari, a cominciare dal loro Patriarca, Sant'Antonio Abate, era solito rifugiarsi nel deserto d'Egitto, dove meditava e componeva le sue opere. Inseguito e ricercato dagli ufficiali imperiali, sfuggì sempre alla cattura, a volte in maniera romanzesca. Finalmente, sotto Valente, poté tornare ad Alessandria, per restarvi fino alla morte, avvenuta nel 373, dopo essere stato Vescovo per 46 anni agitati e avventurosi. Non si riposò né si piegò mai. Con la parola e soprattutto con i suoi infiammati scritti continuò la sua opera di indomito campione dell'ortodossia. |
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