vescovo
| Località | Provincia | Festa |
| 1° marzo |

| Α | Ω |
| 550 | |
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Note |
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E’ difficile essere sacerdote. Ancor più difficile essere Vescovo. lì cristiano sa valutare come sia impegnativa la missione di chi, per l'eternità, è consacrato ministro di Dio; e il sacerdote a sua volta sa misurare la sublime responsabilità di chi è eletto Pastore di un popolo, continuatore degli Apostoli. Per questo, moltissimi Santi, se hanno aspirato al sacerdozio con trepidazione, hanno addirittura cercato di sottrarsi alla dignità dell'episcopato, non per viltà, ma per umiltà. San Martino, per esempio, dovettero strapparlo dal suo convento, e portarlo a Tours scortato come un prigioniero. Sant'Ambrogio intrigò quanto poté, e si accusò persino di crudeltà, prima di essere eletto Vescovo di Milano, da dove era fuggito e dove fu ricondotto quasi a forza. San Paolino, per fuggire, lottò contro la folla. San Giovanni Crisostomo si nascose il giorno della consacrazione, che, quella volta, non poté aver luogo. Anche Sant'Albino non si riteneva degno di portare la mitria, né capace di maneggiare il pastorale. Era un semplice monaco di Angers, in Francia, e per il monastero aveva rinunziato al titolo nobiliare e al feudo paterno, nella nativa Bretagna. Ma le sue virtù di monaco gli valsero, suo malgrado, l'elezione a superiore del convento. Per 25 anni fu così Abate, e come era stato monaco obbediente, fu Abate zelante e autorevole. Quando la cattedra episcopale di Angers fu vacante, venne subito fatto il nome di Albino. Popolo e clero lo elessero unanimi, senza che egli lo sospettasse. Si vide allora il grave e anziano monaco umiliarsi in tutti i modi davanti al suo futuro gregge: si disse troppo vecchio; si proclamò indegno; si accusò di pochezza; si confessò peccatore. Come sempre, la sua modestia e la sua umiltà confermarono ai presenti che la scelta era caduta nel giusto. Albino dovette accettare la elezione. Ma Sant'Albino, eletto Vescovo a malincuore, non fu pastore di mala voglia. Esemplare come monaco, esemplare come Abate, fu infine esemplare come Vescovo, e la linea della sua santità si svolse continua nei tre stati della sua vita religiosa. In ogni momento egli aveva agito e avrebbe continuato ad agire, con quelle virtù senza le quali la perfezione non può essere mai raggiunta. Non sarà male ricordare che tali virtù sono le tre teologali, cioè la Fede, la Speranza e la Carità, alle quali vanno unite le quattro cardinali, cioè la Temperanza, la Prudenza, la Giustizia e la Fortezza. Si è già parlato delle condizioni della Francia nel VI secolo, durante la cosiddetta « conversione dei Franchi », e dopo le rovine seminate dalle ultime invasioni degli Unni. Ogni diocesi era un vero e proprio campo di battaglie spirituali o anche addirittura materiali, di tenzoni morali, di controversie dottrinali. E Sant'Albino fu combattente fermissimo, anche se caritatevole; alacre anche se prudente. La diocesi di Angers fiorì e fruttificò attorno al Santo Vescovo, umile ma non remissivo, che morì ottantenne, nel 550, e che già da molto tempo era venerato come Santo dal suo popolo. |
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