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Località Provincia Festa
    15 marzo

 

 

Α Ω
Parigi 1591  

Note

 Non molti anni or sono, le cronache parlarono della sollevazione, nella basilica di San Pietro, di una grande statua marmorea, che andava ad aggiungersi a quelle che coronano, in alto, la prima chiesa della Cristianità, e che rappresentano i fondatori e le fondatrici dei più grandi Ordini religiosi.

Quella statua infatti raffigurava Santa Luisa de Marillac, non fondatrice, ma confondatrice delle Figlie della Carità. Confondatrice, e con chi? Con San Vincenzo de Paoli il Santo dei galeotti, il Santo dei carcerati, il Santo degli ammalati, il Santo dei vecchi, il Santo degli orfani, il Santo dei poveri.

Come avrebbe potuto, questo prodigioso Santo francese, fare tutto quello che fece, se non avesse avuto attorno a sé tante donne; donne generose, donne intraprendenti, donne coraggiose, donne obbedienti, donne pazienti?

Le più grandi e nobili dame della nobiltà francese del '600 vennero così mobilitate dal Santo che non si vergognava d'essere stato, in gioventù, un «povero porcaro ». E formarono le cosiddette « Dame della Carità ».

Ma Luisa de Marillac, raccolse attorno a sé donne anche più generose, disposte cioè a sacrificare la loro vita per l'assistenza a tutti i bisognosi: le cosiddette « Figlie della Carità ». Luisa de Marillac, nata a Parigi nel 1591, era andata sposa, diciannovenne, ad Antonio Le Gras. Rimasta vedova a 34 anni, invece di accettare altri partiti mondani, si dedicò alla vita devota, secondo le dolci dottrine spirituali di San Francesco di Sales.

Quando incontrò San Vincenzo de Paoli, ebbe come la rivelazione di quale sterminato campo le donne potessero disporre per esercitare la carità. Raccolse nel proprio palazzo alcune giovani volenterose, che, vestite di bigio e con una bianca cuffia in testa, si dedicarono a tutte quelle opere che l'inesauribile Vincenzo de Paoli suscitava da ogni parte e per ogni ceto di persone.

A Parigi le chiamavano les soeurs grises. Si moltiplicarono prodigiosamente, prodigandosi in maniera così eroica, da meravigliare i più scettici di quel secolo e di quella società che venne definita « svogliata e corrotta ».

La diffusione delle Figlie della Carità continuò anche dopo la morte della confondatrice e quando, nel 1934, Pio XI la proclamò Santa, la Basilica di San Pietro era tutto un palpito di bianche « cornette », il copricapo tipico delle Figlie della Carità, poi soppresso per ragioni pratiche, ma non estetiche.

Le suore radunate in San Pietro non erano che una minima parte delle Figlie di Santa Luisa de Marillac. Nello stesso momento, tante altre « cornette » palpitavano, come farfalle nate nella primavera della carità, nelle corsie degli ospedali, nei corridoi delle carceri, nei refettori degli ospizi, nelle aule degli orfanotrofi, ovunque c'è da soccorrere, da alleviare, da curare, da soffrire secondo la parola d'ordine data da Santa Luisa de Marillac,' alle Figlie non sue, ma della cristiana carità.