| Località | Provincia | Festa |
| 26 marzo |

| Α | Ω |
| 1732 | |
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Note |
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La Tarquinia etrusca sorgeva sul colle oggi detto la Turchina, sul quale ne affiorano i ruderi. La distrussero i Saraceni verso il IX secolo, e poco dopo sorse, più verso il mare, la Tarquinia moderna, o meglio la medievale Corneto, forte Comune agricolo e commerciale, ricca di vivace storia. Nel 1672, quando la città aveva ancora il nome di Corneto e apparteneva agli Stati della Chiesa, vi nacque una fanciulla che, restata orfana a sei anni, conobbe la tristezza di una giovinezza solitaria e senza affetti, nella severa città ormai assediata dall'inesorabile malaria. Per una fanciulla sola e priva di mezzi di fortuna non c'erano, a quei tempi, molte scelte. Ma la scelta di Lucia Filippini fu il naturale approdo di una giovinezza illuminata, nell'apparente grigiore, dalla viva fiamma di una pietà fuori del comune. Seguì perciò docile il Vescovo di Corneto che la condusse giovinetta nel convento delle Clarisse di Montefiascone, dove la sua formazione religiosa giunse a compimento. Nonostante ciò Lucia Filippini non indossò il saio francescano. Restò nel secolo, pur vivendo in convento, e le suore le affidarono la direzione spirituale delle novizie. Quel compito delicatissimo rivelava come l'orfana di Corneto avesse le doti di una sensibile e affettuosa educatrice. Quelle doti di educatrice non sfuggirono al Vescovo di Montefiascone, il quale affidò alla giovane istitutrice delle Clarisse le opere scolastiche diocesane, e ben presto un nuovo istituto tagliato, si può dire, proprio a sua misura, e detto Istituto delle Pie Maestre. Lucia Filippini fu maestra delle « pie maestre » e loro guida per tutto il resto della sua vita, come superiora generale della fondazione. che ebbe un successo veramente lusinghiero, e case in varie diocesi, e perfino a Roma, sotto il patronato del Papa Clemente XI. Ma il successo dell'istituto fu pagato a caro prezzo dalla sua superiora, spesso incompresa e ostacolata, e che venne perfino denunciata al Sant'Uffizio, come sospetta di eresia. Ma Lucia Filippini non sarebbe stata quell'educatrice che era se non avesse saputo che le prove sono la necessaria conseguenza di ogni opera, il certificato di collaudo di ogni esperienza spirituale. Le accettò rassegnata, anzi serena; come serena accettò la terribile malattia che la condusse alla morte, nel 1732, il giorno dell'angelica Annunciazione. |
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