regina
| Località | Provincia | Festa |
| 3 giugno |

| Α | Ω |
| 545 | |
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Note |
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Clotilde: la « celebre », la « rinomata in battaglia », secondo l'etimologia di questo nome di origine germanica. Ma per quanto regina a fianco di un grande re, Santa Clotilde non deve la sua celebrità a nessun fatto d'arme, a meno che non si voglia considerare come battaglia, nel senso spirituale del termine, la sua opera saggia e attenta di ispiratrice e consigliera del marito, fino alla sua conversione. Clotilde era una principessa dei Burgundi, di stupenda bellezza fisica aggiunta alla grazia di un'anima delicatissima. Clodoveo, re dei Franchi, se ne invaghì e la chiese in sposa. Le nozze ebbero un fasto barbarico che, nelle descrizioni dei cronisti, ha addirittura del fiabesco. Vicino a Clodoveo, rude e impetuoso, battagliero e irruente, ma non privo di generosità, Clotilde rappresentò la gentilezza, la bontà, la mansuetudine, ed infine la pietà cristiana. D'accordo con San Remigio, Vescovo di Reims, ella iniziò l'opera di seduzione spirituale del marito e di conversione religiosa della sua anima. Con la preghiera e la persuasione condusse Clodoveo verso il battesimo. Il sovrano promise di convertirsi al « Dio di Clotilde » se avesse avuto ragione dei suoi nemici, gli Alemanni, che lo minacciavano al di là del Reno. Li sconfisse infatti in una durissima battaglia, dopo di che, docile come un bambino, si recò a Reims, dove l'aspettava il Vescovo San Remigio. « E’ questo il Regno dei Cieli di cui m'ha parlato Clotilde? », chiese il re barbaro entrando nella chiesa piena di lumi e di canti. « No gli rispose San Remigio ‑ ma questo è l'inizio del cammino per giungervi ». Clotilde non fu Santa soltanto per la sua missione, squisitamente femminile, di guida spirituale presso il potente marito, seguito nel campo della fede, come sul campo di battaglia, dai suoi impetuosi Franchi, che si battezzarono con lui, lo stesso giorno. La virtù della regina fu provata nei lutti e nel dolore. Rimasta vedova, assisté alle lotte dei figli, alle loro insane ambizioni e feroci inimicizie. Tra i cristiani della corte, più di nome che di fatto, ella fu l'unica a mantenersi pia e benefica, umile e rassegnata. Quando morì, nel 545, la sua memoria fu benedetta da tutto il popolo, che la venerò subito come Santa, non solo per la sua opera di missionaria, ma anche per il suo dolore di vedova e per il suo martirio di madre. |
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